CONFERENZA STAMPA PDL: “E' IL DAP DELLE INCOMPIUTE” - NEVI (PDL): “LA PRESIDENTE MARINI NON SI CHIUDA NEL RECINTO DI UNA COALIZIONE CHE NON C'È PIÙ”

Conferenza stampa del Pdl in Consiglio regionale: il capogruppo Nevi definisce il Documento annuale di programmazione regionale (in Aula domani, ndr) come “il Dap delle incompiute: dalla riforma sanitaria all'attuazione della legge sulla semplificazione, dal mancato Piano rifiuti a quello dei Trasporti; mentre si continuano a premiare dirigenti che non centrano gli obiettivi aziendali e cresce la rabbia dei cittadini verso il malfunzionamento della Pubblica amministrazione”.

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25 Mar 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 25 marzo 2013 – Il Popolo delle libertà ha esternato in una conferenza stampa, svoltasi stamani a Palazzo Cesaroni, le critiche a quello che i consiglieri Nevi, Monni, Mantovani, Rosi e Valentino hanno definito il “Dap delle incompiute”.


“Dentro i palazzi della Regione – ha detto il capogruppo Pdl Raffaele Nevi – non si riesce a percepire bene il grido di dolore delle famiglie e delle imprese. Non ci uniamo al coro dei tanti che cercano una motivazione della tragedia del Broletto nell'inefficienza e farraginosità della burocrazia – ha rimarcato –, tra l'altro non era il caso delle due brave dipendenti uccise, ma non possiamo certo sottovalutare la rabbia dei cittadini verso il malfunzionamento della Pubblica amministrazione. Spesso, se non hai un buon amico non riesci nemmeno a capire dov'è la tua pratica, e questo apre anche alla corruzione, come dice la Corte dei conti. La sinistra non deve attaccare la Corte che fa il suo mestiere, ma risolvere i problemi, altrimenti ci vorrà l'esercito agli accessi dei palazzi, invece delle guardie giurate”.


I rappresentanti del Pdl hanno poi stilato l'elenco delle cose incompiute, “frutto della debolezza del governo regionale e di una maggioranza completamente allo sbando, che mentre tutto crolla sotto il peso delle tasse e della troppa burocrazia, ragiona solo su come aumentare il prelievo fiscale e si preoccupa di come assegnare le poche poltrone di potere vuote”.

L'incompiuta numero uno è la semplificazione: “Ci siamo presi la responsabilità di votare la legge sulla semplificazione perché era da attuare subito – ha sottolineato Nevi – perché la PA avrebbe dovuto essere più amica del cittadino, avrebbe dovuto dare risposte entro 60 giorni, favorire la sussidiarietà, mentre siamo ancora alle prese con il solito governo umbro dirigista”. Anche la riforma sanitaria è una grande incompiuta, con la riduzione delle Asl ma un nulla di fatto, secondo il Pdl, su primariati, riduzione dei costi, liste d'attesa e convenzione con l'Università: “dov'è la tanto sbandierata messa a sistema delle migliori risorse disponibili?”.

I consiglieri del Pdl elencano poi le altre incompiute: “non c'è ancora un Piano rifiuti e non c'è alcuna intesa fra la maggioranza sulla chiusura del ciclo, mentre noi sosteniamo da tempo che i cementifici sono l'unica soluzione per mettere in sicurezza l'Umbria. Non si sono viste le esternalizzazioni e le privatizzazioni previste in ottica spending-review, nemmeno per WebRed, che da due anni è definita 'una priorità'. Non c'è un Piano trasporti mentre si continuano a premiare dirigenti che non centrano gli obiettivi aziendali; non c'è un Piano zootecnico; non è arrivata nessuna legge di riforma del settore caccia; non è stata abolita la tassa sui consorzi di bonifica, niente riduzione mirata dell'Irap per l'agroalimentare, tutte cose in ballo da almeno un paio d'anni – sottolineano – e su molte delle quali avevamo dato il nostro appoggio purché si venisse a capo dei problemi della regione”.


“Le nostre proposte – ha concluso Nevi - le abbiamo presentate nella prima parte della legislatura, adesso il nostro ruolo nella sua forma collaborativa è da ritenersi esaurito. La fase di attuazione di quanto stabilito tocca a loro. Da oggi in poi accentueremo la protesta e lo faremo d'intesa con le altre forze politiche di opposizione, anche se personalmente prediligo lo schema 'marciare divisi per colpire uniti', piuttosto che 'marciare uniti e colpire divisi'. Alla presidente Marini chiediamo di fare quello che c'è da fare senza chiudersi nel recinto di una coalizione che non c'è più, a cominciare dall'occasione d'oro per ridurre il numero degli assessori che si è creata dopo l'elezione di Gianluca Rossi al Parlamento. O la presidente è in grado di cambiare passo oppure proponga un diverso tipo di governo 'del presidente' autonomo dai partiti, smettendo di pensare al mantenimento degli equilibri politici per tenere in piedi ciò che non sta più in piedi”. PG/

 


FOTO ACS PER LE REDAZIONI:

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Ultimo aggiornamento: 02/04/2013