CONFERENZA STAMPA IDV: “NO A GIOCHI POLITICI: VOGLIAMO VALORIZZARE IL DAP E COLMARNE LE LACUNE, CON UN CONFRONTO CHE FINORA NON C’È STATO” – DOTTORINI E BRUTTI (IDV) ILLUSTRANO GLI EMENDAMENTI AL DOCUMENTO

Sessantasei emendamenti destinati a crescere di numero: sono quelli che proporrà l’Italia dei valori sul Documento annuale di programmazione. I consiglieri regionali Dottorini e Brutti hanno illustrato in una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Palazzo Cesaroni le critiche in materia di agricoltura, energia, ambiente, infrastrutture, sanità e politica economica così come vengono presentate nel Dap predisposto dalla Giunta regionale. Non si tratta di “giochi politici”, hanno spiegato, ma di “aggiungere valore” al documento più importante della programmazione regionale attraverso una discussione fra le forze politiche di maggioranza che è mancata, ragione per la quale il testo presenta, secondo gli esponenti dell’Idv, lacune e “dimenticanze”. L’obiettivo che si prefiggono i consiglieri dell’Italia dei valori è quello di giungere ad una stesura “bis” del documento, oppure ad una Risoluzione che recepisca almeno la sostanza delle loro proposte.

Data:

13 Gen 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 13 gennaio 2011 – “Non è scandaloso che si voglia discutere il Documento annuale di programmazione ma, anzi, abbiamo l’intenzione di valorizzarlo attraverso la discussione e giungere a delle modifiche che riteniamo opportune, in quanto esso contiene delle linee politiche che, a nostro giudizio, contraddicono le impostazioni generali. Inoltre, riteniamo che nel Dap vi siano alcune ‘dimenticanze’ che riguardano ambiti che noi riteniamo importanti, forse a causa della mancanza di una discussione preliminare, per cui oggi presentiamo una serie di emendamenti (sono al momento 66, ma dovrebbero aumentare, ndr.) affinché trovino spazio nella stesura definitiva di quello che diverrebbe un atto ‘bis’, oppure per giungere ad una risoluzione che recepisca, se non tutte, almeno le nostre proposte più significative”. Questo il giudizio sul Dap 2011 e gli intendimenti dell’Italia dei valori, illustrati dai consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Paolo Brutti in una conferenza stampa tenutasi stamani a Palazzo Cesaroni.

 

Secondo il capogruppo dell’Idv, Oliviero Dottorini, non si tratta di “giochi politici” ma di una battaglia sui contenuti per dare un “cambio di marcia” alla politica regionale, rimarcando la discontinuità con il passato.

 

Si comincia coi rifiuti: “Il Dap ripropone gli strumenti classici, sorvolando sul fatto che la raccolta differenziata non ha raggiunto i parametri previsti dal Piano rifiuti. Non vorremmo – ha specificato Dottorini – che questo finisca per essere il via libera alla soluzione inceneritore. Inoltre, in un Documento che ricalca fedelmente quelli che lo hanno preceduto, non vi sono tracce così evidenti della ‘green economy’, su cui si dice di voler puntare. Non si parla della revisione dei canoni per l’imbottigliamento delle acque minerali, con dei costi risibili per le aziende che lucrano su tale risorsa senza peraltro produrre occupazione. Credo che se ci occupassimo di acque e ambiente più che dei Santi – ha detto il capogruppo dell’Idv – saremmo perfino più rispondenti all’autentico messaggio di San Francesco”.

Altro capitolo scottante quello dell’agricoltura: “Non c’è traccia di un piano per la zootecnia sostenibile – ha rimarcato Dottorini – mentre si prevedono colture e zootecnia intensive. Non si parla di agricoltura biologica, che certamente non è la soluzione definitiva per la crisi del settore, ma di sicuro una risposta adatta alle caratteristiche della nostra regione. Altra grave dimenticanza la legge che abbiamo fortemente voluto sui Gas (gruppi di acquisto solidale) che comprende il ragionamento sulla filiera corta e sulle merci a chilometri zero, il testo della quale ci è stato richiesto dai consiglieri di diverse altre Regioni che ne hanno riconosciuto la validità e intendono adottarlo”.

Per quanto attiene al tema dell’energia, il capogruppo dell’Idv ha ribadito che “se cresce l’energia da fonti rinnovabili possiamo ridurre i consumi di carbone e petrolio. Si tratta di adottare progetti a medio e lungo termine, come per la possibile riconversione della centrale di Bastardo, ma nel documento redatto dalla Giunta non vi sono slanci nemmeno in questa direzione”.

Infine la questione sanità: “Non c’è un accenno a ‘sanitopoli’, vicenda giudiziaria che – per Dottorini – necessita di risposte politiche, così come manca completamente una analisi degli errori del passato. Insistiamo sulla necessità che i ruoli apicali siano assegnati in base alla qualità, non per designazione politica. Senza dimenticare la questione relativa al cosiddetto ‘repartino’, tuttora insoluta”.

 

Il consigliere Paolo Brutti si è addentrato invece nella partita delle infrastrutture: “Ripetiamo l’esperienza già passata, che prevede accordi-quadro con il Governo su una sterminata serie di cose da fare alla quale non segue la fase della realizzazione. Non vengono individuate le priorità fra le varie infrastrutture rimaste in sospeso o a metà dell’opera, ma compito della politica, anche se difficile, è quello di operare delle scelte. E’ evidente – secondo Brutti – la necessità di mettere in sicurezza la E 45 con le corsie di emergenza e adeguati spartitraffico. Si deve partire dalla considerazione che il traffico pesante predilige questa alternativa gratuita all’autostrada, ma la E 45 non è adeguata a sostenerlo. E non si può pensare che i camionisti dell’Est Europa utilizzino il cosiddetto Nodo di Perugia così com’è concepito attualmente, con il traffico che verrebbe deviato verso la rotonda nei pressi del ‘Silvestrini’”. Secondo Brutti, essi “continueranno a passare per le gallerie, con i noti problemi di congestionamento del traffico. Sono cose che andrebbero discusse, concertate, anziché votate da un’Aula il cui compito viene relegato a quello di ‘passacarte’.

 

Altro tema toccato da Brutti quello delle ferrovie: “Si continua a progettare sul solco del passato, con il raddoppio della Orte – Falconara, ma secondo noi è indispensabile deviare in direzione di Perugia il tracciato Fabriano-Fossato di Vico-Foligno, per intercettare il volume di passeggeri che città come Perugia e Gubbio garantirebbero, comprendendo la quota di viaggiatori che utilizza l’aeroporto di Sant’Egidio. Senza queste previsioni di entrata, è difficile prevedere forti investimenti”.

 

Anche in materia di politica economica non mancano le critiche: “Se rimetti mano agli incentivi – ha detto Brutti – devi dire qualcosa sugli strumenti usati fino ad oggi che non hanno funzionato. Nel Dap si parla di accesso al credito, attraverso i Consorzi fidi e Gepafin, ma è troppo poco, perché questi strumenti garantiscono solo il credito d’esercizio. Per quanto riguarda i Fondi europei – ha aggiunto – essi portano denaro alle associazioni di imprese, che li impiegano per la formazione. C’è questo ruolo di forte intermediazione delle associazioni, ma le aziende non sentono i benefici che giungono invece agli strumenti associativi”.

 

Infine, Brutti ha illustrato altre possibili soluzioni nel campo dell’agricoltura e della zootecnia: “Sarebbe opportuna una riconversione del tabacco, settore avviato alla dismissione, al fotovoltaico, che sarebbe altrettanto remunerativo. Gli stessi impianti a biogas non dovrebbero essere situati su zone agricole ed irrigue. Più opportuno andare dove c’è un’agricoltura non destinata a consumo alimentare”. PG/

PER LE REDAZIONI///

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Ultimo aggiornamento: 13/01/2011