“Compensazione ambientale nelle aree interessate da attività estrattive: aggiornare e rafforzare il sistema di destinazione delle risorse”
Emendamento promosso e illustrato da Laura Pernazza (FI) sull’articolo 6 della legge regionale 2/2000 (Norme per la disciplina dell’attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni). Presente alla riunione l’assessore Thomas De Luca e tecnici regionali
26 Mag 2026 15:30
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(Acs) Perugia, 26 maggio 2026 – All’ordine del giorno della seduta odierna della Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini, anche la trattazione di una proposta emendativa di Laura Pernazza (FI), già presentata e respinta lo scorso 19 marzo in occasione dell’approvazione del disegno di legge Omnibus della Giunta regionale, concernente la ‘Compensazione ambientale nelle aree interessate da attività estrattive’ (legge regionale 2/2000 (Norme per la disciplina dell’attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni) per cui la proponente chiede di aggiornare e rafforzare il sistema di destinazione delle risorse”. (https://tinyurl.com/2d3358b5).
Illustrando nuovamente la sua proposta in Commissione, alla presenza dell’assessore Thomas De Luca e di tecnici regionali, Pernazza ha ribadito che si tratta di una “questione particolarmente rilevante per le aree interessate prevedendo una assegnazione più diretta delle risorse ai comuni coinvolti, facendo anche particolare attenzione agli interventi di compensazione e riqualificazione territoriale. L’emendamento amplia, inoltre, la tipologia di interventi ammissibili, superando l’impostazione normativa originaria incentrata sull’imboschimento quale categoria privilegiata. L’obiettivo è quello di aggiornare e rafforzare il sistema di destinazione delle risorse compensative, rendendolo più aderente ai principi di prossimità territoriale, efficacia ecologica e governance partecipata”.
La proposta prevede che la destinazione delle somme compensative vengano vincolate al territorio del Comune direttamente interessato dall’attività estrattiva. Viene contestualmente introdotta la coprogettazione con il Comune quale strumento di programmazione degli interventi, in attuazione del principio di sussidiarietà e di valorizzazione dell’autonomia locale. È prevista una clausola sussidiaria che consente, previa motivata richiesta del Comune interessato, di estendere l’intervento ai Comuni contermini nei soli casi in cui il Comune non disponga di superfici idonee. Verrebbe inoltre disciplinata la procedura di acquisizione del programma degli interventi da parte della Regione. Fissato un termine di centottanta giorni dal rilascio dell’autorizzazione estrattiva per la predisposizione del programma in coprogettazione con il Comune. “Nel complesso – ha detto Pernazza -, l’emendamento mira a migliorare efficacia, tracciabilità e utilità pubblica delle misure compensative, valorizzando la programmazione locale, la resilienza ambientale e la sicurezza del territorio”.
Dagli interventi dei tecnici regionali presenti alla riunione è emerso che la norma regionale deriva dalla norma nazionale (Decreto legislativo 34/2018) del Testo unico per le foreste e le filiere forestali che stabilisce i principi ai quali le Regioni si devono attenere per il settore forestale, in particolare uno specifico articolo (8) che specifica in quali situazioni si può prevedere la trasformazione del bosco in altri tipi di utilizzi, quali possono essere le opere possibili a finalità forestale. Il Decreto 34/2018 recita che sono le Regioni ad individuare le aree in cui verrà effettuato l’intervento. Viene anche previsto che i fondi per la compensazione siano versati in un fondo forestale regionale specifico. Questi tipi di interventi devono essere fatti non nel comune interessato e limitrofo, ma nel bacino idrografico dove viene effettuato l’intervento. Il principio nazionale viene quindi declinato a livello regionale per cui l’imboschimento o l’intervento compensativo va fatto nel comune interessato o in quello limitrofo. In ogni caso, i Comuni interessati, vengono già, sempre, coinvolti da parte di Afor”.
L’assessore De Luca, a margine di alcuni interventi da parte dei commissari presenti ha confermato la sua “disponibilità a valutare le proposte, ma all’interno del vigente quadro legislativo nazionale. Non possiamo monetizzare risorse provenienti dai boschi per realizzare piazze. Lavoreremo ovviamente per potenziare la partecipazione dei Comuni che dovrà essere però legata ad una qualità progettuale adeguata. Proposte migliorative vanno incardinate all’interno di una linea regionale con una visione uniforme dell’utilizzo delle risorse”.
La presidente Michelini, in accordo con la prima firmataria dell’emendamento, Pernazza lavoreranno alla predisposizione di una Proposta di risoluzione condivisa. AS
