COMMISSIONE STATUTO: “ACQUA COME BENE COMUNE, SERVIZIO IDRICO A GESTIONE PUBBLICA E GESTIONE PARTECIPATA CHE COINVOLGA I CITTADINI” - AUDIZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEL “COMITATO ACQUA PUBBLICA”

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione con i rappresentanti del “Comitato per l'acqua pubblica” convocata dalla Commissione Statuto. Cristina Rosetti e Luciano Campani hanno auspicato l'inserimento nella Carta umbra dei concetti di acqua come 'bene comune', di servizio idrico come 'servizio di interesse generale' e di partecipazione dei cittadini alle scelte del gestore.

 

Data:

26 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 26 luglio 2011 – La Commissione Statuto, presieduta da Andrea Smacchi, ha ricevuto questa mattina i rappresentanti del “Comitato per l'acqua pubblica”. L'audizione, a cui hanno partecipato Cristina Rosetti (Movimento difesa cittadino) e Luciano Campani (Federconsumatori), è stata convocata nell'ambito dell'iter legislativo della proposta di modifica statutaria avanzata da Orfeo Goracci e Damiano Stufara (Prc – Fds), in relazione al riconoscimento dell'acqua come bene comune e della non rilevanza economica del servizio idrico.

 

Per Rosetti e Campani “le modifiche allo Statuto possono rappresentare una prima risposta all'esito del referendum di giugno. La qualifica di servizio a rilevanza economica non significa che il servizio idrico debba produrre profitto, quindi questa definizione non va a limitare le nostre proposte sull'acqua pubblica. Qualificare l'acqua come bene comune sarebbe una importante innovazione e renderebbe chiaro che il diritto di accesso per tutti i cittadini. Il servizio idrico dovrebbe essere definito 'servizio di interesse generale', prevedendone la gestione pubblica secondo modelli di democrazia partecipativa. Per fare ciò basterebbe applicare le previsioni costituzionali sulla sussidiarietà, coinvolgendo i cittadini e permettendogli finalmente di valutare il servizi  ricevuto e la sua adeguatezza”. I rappresentanti del “Comitato per l'acqua pubblica” hanno infine auspicato l'introduzione di una soglia di 50 litri al giorno a persona come consumo minimo vitale garantito ed hanno rimarcato che “ad oggi non esiste alcuna concorrenza tra privati nella gestione del servizio idrico, dato che c'è un solo operatore e nessuna possibilità di scelta”.

 

Al termine dell'audizione Orfeo Goracci ha espresso parere favorevole alla previsione di una partecipazione dei cittadini alle scelte relative alla gestione del servizio idrico, concetto a cui andrà fornito un inquadramento giuridico. MP/

 

Ultimo aggiornamento: 26/07/2011