(Acs) Perugia, 2 febbraio 2017 – Il Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, presieduto da Raffaele Nevi, si è riunito questa mattina a Palazzo Cesaroni, per ascoltare in audizione l'amministratore unico di Umbria Digitale, Stefano Bigaroni.
Nell'introdurre i lavori il presidente Nevi ha ricordato come il Comitato abbia “avviato una serie di audizioni conoscitive per fare il punto sulla situazione delle società partecipate della Regione. Per questo vogliamo confrontarci sullo stato di salute di Umbria Digitale e sulla sua attività. C'è un grande clamore mediatico sulla fibra ottica a Perugia, ma a noi interessa una crescita armonica di tutta l'Umbria, soprattutto per le infrastrutture tecnologiche che sono fondamentali per lo sviluppo, con progetti anche per le zone periferiche dove il mercato non arriva”.
L'amministratore unico di Umbria Digitale Bigaroni ha sottolineato che in “Umbria ci sono oltre 600 chilometri di fibra ottica, che noi gestiamo in sicurezza. Il piano della banda ultralarga prevede per la nostra Regione 56milioni di euro. L'obiettivo è di coprire l'80 per cento dei cittadini umbri con una connettività a cento Mb/s e il 100 per cento a 30 Mb/s. La gara è già partita. La Regione con l'attuazione di questo piano darà le priorità, a partire dalle aree industriale nelle zone a fallimento di mercato. Questo risultato, come quello di Perugia città pilota per essere totalmente coperta dalla fibra ottica, viene da lontano, grazie alla lungimiranza con cui l'Umbria ha operato nell'Ict e nel riordino delle partecipate del settore, di cui Umbria Digitale è l'operazione conclusiva. Non a caso siamo stati tra i primi in Italia a mettere nero su bianco il principio del diritto di internet a tutti, con una legge regionale che ha fatto scuola. Oltre alla componente infrastrutture Umbria Digitale ha la componente ex Webred, dei servizi classici informatici. Una presenza del pubblico importante che facilita e non compete con il mercato, che consente di abbattere i costi, aumentando le risorse per i privati nell'Ict, innalzando anche la qualità dei servizi di altre società. Per lasciare spazio ai privati noi stiamo uscendo dai gestionali. Abbiamo fatto un bando per selezionare le migliori piattaforme per i comuni, ponendo una serie di condizioni, certificando con una nostra commissione queste piattaforme e facendo help desk di primo livello. Il ruolo pubblico nell'Ict permettere ai cittadini umbri di scegliere il meglio al minor prezzo. Il data center unico regionale è un altro pezzo importante della nostra attività”.
Sollecitato dalle domande dei commissari Bigaroni ha detto che Umbria Digitale “è pronta a gestire anche i dati e servizi sanitari delle Asl, ma ci sono resistenze amministrative”. Alla fine della seduta il presidente Nevi ha preso l'impegno ad occuparsi della questione sollecitando la Giunta a risolvere questo problema: “potremmo anche presentare un atto congiunto di tutto il Comitato di vigilanza e monitoraggio per spingere affinché le Asl utilizzino le infrastrutture esistenti di Umbria Digitale, perché alla fine conta che ci sia un servizio funzionante per i cittadini”. DMB/