COMITATO DI MONITORAGGIO: “RITARDI NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E NELL’INDIVIDUAZIONE DEI SITI PER LA TERMOVALORIZZAZIONE” – AUDIZIONE DEI RESPONSABILI DEGLI ATI SULL’ATTUAZIONE DEL PIANO RIFIUTI
Ritardi nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti negli Ambiti territoriali integrati i cui responsabili sono stati sentiti in audizione stamani dal Comitato di monitoraggio del Consiglio regionale. “E Perugia non dirà, entro la fine dell’anno come era previsto, quale sito è stato individuato per l’inceneritore”. Sono le valutazioni del presidente del Comitato Franco Zaffini, che aggiunge: “mentre in tutta Europa le discariche chiudono, in Umbria le ampliamo”.
05 Dic 2011 00:00
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(Acs) Perugia, 5 dicembre 2011 – “Si ravvisa un grave ritardo sui tempi di attuazione del Piano dei rifiuti regionale, sia per quanto riguarda la raccolta differenziata che l’individuazione dei siti da destinare all’inceneritore, anche se l’ampliamento delle discariche consentirà la messa in sicurezza del ciclo dei rifiuti per ancora diversi anni. Resta il fatto che mentre in tutta Europa le discariche chiudono, in Umbria le ampliamo”: è la considerazione politica del presidente del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, Franco Zaffini, dopo aver ascoltato le audizioni dei presidenti degli Ati (Ambiti territoriali integrati) sullo stato di attuazione del Piano regionale (stamani le audizioni di Giampiero Giulietti, presidente Ati 1, Wladimiro Boccali, presidente Ati 2 e di Fausto Galilei, direttore dell’Ati 3; il rappresentante dell’Ati 4 era già stato ascoltato in precedenza, ndr).
“Nell’Ati 1 – ha spiegato Giulietti – siamo ormai alla saturazione della discarica di Belladanza, per cui il nostro Piano d’Ambito ne prevede l’ampliamento e si aggancia anche all’ampliamento della discarica di Borgo Giglione, in grado di risolvere il problema per diversi anni. Il territorio dell’Alta Umbria produce 74mila tonnellate di rifiuti l’anno ed attualmente la raccolta differenziata si attesta al 40 per cento di media annuale, quantità che contiamo di migliorare con l’incremento della raccolta porta a porta e la diminuzione della quantità di rifiuti prodotta, ma senza Borgo Giglione – ha concluso – sarà dura rispettare il parametro previsto dal Piano regionale dei rifiuti”. Attualmente la gestione del ciclo dei rifiuti dell’Ati 1 è gestita da due aziende in house, il cui contratto è in scadenza a marzo 2012, termine entro il quale verrà indetta una nuova gara d’appalto”.
La discarica di Borgo Giglione è anche per l’Ati 2, che comprende il capoluogo di regione, la “garanzia per altri 9 anni, con 930mila metri cubi disponibili”, ha spiegato il presidente e sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. “Il Piano d’Ambito dell’Ati 2 già esiste – ha detto – e lo stiamo rendendo conforme alle nuove disposizioni. Per quanto riguarda la raccolta differenziata abbiamo un dato medio annuale che si attesta sul 45 per cento, con picchi importanti anche oltre il 65 per cento. Perugia è al 47 per cento, con un incremento su base annua del 12 per cento”. Per quanto riguarda la chiusura del ciclo, Boccali ha detto che fra circa quattro mesi sarà pronto il previsto studio di fattibilità (il Piano dei rifiuti regionale indicava il 31 dicembre 2011 come termine, ndr) che condurrà poi alla Vas (Valutazione ambientale strategica, ad opera della Regione, ndr) entro circa un anno.
Per quanto riguarda l’Ati 3, il direttore Galilei ha voluto sottolineare che è l’unico senza discarica e “pur essendoci adeguati al Piano, la Regione deve dirci dove conferire i nostri rifiuti – ha affermato – visto che Sant’Orsola ha ancora dai sei agli otto mesi di vita solo perché grazie agli impianti a biogas c’è stato uno sgonfiamento della discarica (abbassamento del livello delle masse, ndr), e la prevista contrattazione fra territori non ci ha risolto il problema: Perugia ha detto subito di no – ha spiegato Galilei – perché deve prima pensare ai suoi rifiuti, mentre il conferimento a Orvieto presenta dei costi proibitivi. Perciò se Terni non firma l’accordo, dovrà decidere la Regione Umbria. Volendo – ha aggiunto – Sant’Orsola potrebbe essere ancora ampliata, ma non è certo questa la soluzione definitiva”. L’Ati 3 produce 100mila tonnellate di rifiuti l’anno, di cui solo il 38 per cento viene differenziato. L’obiettivo del 65 per cento, ha spiegato il direttore, “sarà realisticamente raggiunto nel 2013”. Il Piano d’ambito, adottato fin dal 20 novembre 2010, sarà approvato solo dopo la gara che dovrà stabilire, entro il prossimo mese di marzo, chi sarà il gestore unico di ambito. Altro problema, in un territorio dove ancora coesistono Tia e Tarsu e dove la Vus gestisce sia i rifiuti che l’acqua, sarà rappresentato dall’unificazione tariffaria: “se dovremo pagare come a Perugia – ha rimarcato il direttore dell’Ati 3 – significherebbe per il nostro territorio un incremento di oltre il 150 per cento. Per questo i Comuni hanno chiesto tempo, per rendere graduale questo passaggio”. PG/pg
