CAVE: “SITUAZIONE INTOLLERABILE, FONDATE LE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI. AUMENTARE SUBITO I CANONI” - NOTA DI DOTTORINI (IDV)

Il capogruppo regionale dell’Idv, Oliviero Dottorini commenta l’operazione della Guardia Forestale che ha scoperto illeciti amministrativi riguardanti il settore estrattivo  e che evidenzia una situazione “non più tollerabile”. Dottorini dice un “secco no” al progetto della cava di Resina e ritiene necessario aumentare i canoni di concessione e  “dare seguito con convinzione ai proclami sulla green-economy”.

 

Data:

13 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 13 luglio 2011 - "L'indagine del Corpo forestale evidenzia una situazione non più tollerabile e dimostra inequivocabilmente la fondatezza delle preoccupazioni dei cittadini umbri in merito alla nascita di nuove cave. A essere messo sotto accusa è un sistema di gestione e controllo delle attività estrattive che evidenzia l'anomalia umbra in un settore che negli anni ha puntato sulla vendita fuori regione degli inerti e su una scarsa attenzione da parte della politica”.  Il capogruppo regionale dell’Idv, Oliviero Dottorini in una nota che - precisa - “è condivisa anche dal responsabile dei giovani dell’Idv Matteo Minelli”, commenta l'operazione di stamani del Corpo forestale dello Stato che ha scoperto 33 illeciti amministrativi riguardanti il settore estrattivo, con 11 denunciati e 158mila euro di sanzioni.

 

A giudizio di Dottorini il quadro che esce dall’operazione della Forestale è “poco rassicurante e ci spinge a intervenire con rigore, iniziando a innalzare i canoni delle concessioni minerarie, in Umbria tra i più bassi d'Italia. Nel quadro emerso dall’operazione – afferma Dottorini - è significativo che amministrazioni come quella di Perugia assecondino richieste per l'attivazione di nuove cave. Il caso di Resina  è emblematico e testimonia una significativa subalternità della politica verso interessi che mal si conciliano con lo sviluppo del territorio e la sua tutela ambientale”.

 

"Lo sfruttamento intensivo del territorio – prosegue Dottorini -, specie quando avviene in spregio alle normative, rappresenta una ferita profonda al patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione. Clamoroso il caso della cava in costruzione a pochi metri dalle sponde del fiume Sordo, a Serravalle di Norcia, un posto di altissimo valore ambientale, già oggetto di una nostra interrogazione. L'Umbria – spiega l’esponente dell’Idv - non può permettersi di puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio, a maggior ragione quando le forze dell'ordine paventano per prime l'alto rischio di contaminazioni illegali in questo settore. Piuttosto sarebbe bene affrontare definitivamente il problema delle risibili concessioni e della modalità di ripristino dei siti dismessi che negli anni hanno lasciato ferite insanabili sul territorio regionale. Per quanto ci riguarda siamo pronti a intraprendere qualunque azione si renda necessaria per impedire nuovi sfruttamenti di terreno regionale, a partire dal folle progetto di una nuova cava nella località di Resina".

 

"Occorre dare seguito  con convinzione - conclude Dottorini - ai proclami sulla green-economy e indirizzarsi verso una coerente politica di sviluppo sostenibile, duraturo e non imitabile che sia in grado di valorizzare le qualità del territorio attraverso la riqualificazione dell'agricoltura, del turismo e la tutela delle risorse idriche". RED/

Ultimo aggiornamento: 13/07/2011