CAVE: VIA LIBERA DALLA SECONDA COMMISSIONE A MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AL REGOLAMENTO DEL 2005 CHE DISCIPLINA QUESTA ATTIVITÀ – DAL 2007 PRODUZIONE DIMEZZATA

La Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, con 6 voti favorevoli dei commissari di maggioranza e di Ricci (Misto/RpIc) e un astenuto (Liberati-M5S) ha dato il via libera alla proposta di Regolamento, predisposta dalla Giunta regionale, che modifica ed integra la precedente normativa del 2005 che disciplina l’attività di cava ed il riuso di materiali provenienti da demolizioni. Tra le novità più rilevanti, la possibilità di presentare la domanda per il riconoscimento di giacimenti di cave attive anche a quei soggetti che non lo hanno fatto entro il mese di febbraio 2006, come era invece stabilito dal precedente regolamento.

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05 Feb 2019 09:30

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(Acs) Perugia, 5 febbraio 2019 – La Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, con 6 voti favorevoli (Brega, Chiacchieroni, Leonelli, Smacchi-Pd, Rometti-Socialisti, Ricci-Misto Rp-Ic) e un astenuto (Liberati-M5S) ha dato il via libera alla proposta di Regolamento, predisposta dalla Giunta regionale, che modifica ed integra la precedente normativa del 2005 in attuazione della legge ‘2/2000’ che disciplina l’attività di cava ed il riuso di materiali provenienti da demolizioni.

Si tratta di un aggiornamento che mira a mantenere adeguata la regolamentazione del settore, mantenendo lo standard qualitativo della programmazione e dei controlli “al livello elevato – si legge nella relazione illustrativa – che ha sempre caratterizzato la Regione Umbria.

Tra le novità più significative e sostanziali, la possibilità di presentare la domanda per il riconoscimento di giacimenti di cave attive anche a quei soggetti che non lo hanno fatto entro il mese di febbraio 2006, come era invece stabilito dal precedente regolamento.

Viene anche introdotto il concetto e la procedura di ampliamento di giacimenti di cava già riconosciuti vincolandoli alla fase di avanzamento della coltivazione ed al collaudo delle opere di scavo e riambientamento eseguite. Previste anche verifiche più stringenti in materia di antimafia. Prevista, tra l’altro, anche la promozione per la crescita tecnico-professionale della figura del direttore dei lavori.

Alla riunione hanno preso parte dirigenti e tecnici dell’assessorato preposto che hanno rimarcato come dal 2007, soprattutto a causa della crisi economica che ha colpito anche il settore minerario, le attività sono passate da 150 alle attuali 80. Si è registrata una riduzione della produzione di circa il 50 per cento, determinando, in alcuni casi, una dilatazione dei tempi originariamente programmati per lo sfruttamento della cave attive. AS/

Ultimo aggiornamento: 05/02/2019