CAVA VIGNA VECCHIA: “LA REGIONE BONIFICHERÀ IL SITO DI GUALDO TADINO, PROCEDURE GIÀ ESPLETATE” - SMACCHI (PD) INVITA A “NON CREARE INUTILI ALLARMISMI SU UNA QUESTIONE IN VIA DI RISOLUZIONE”
28 Feb 2012 00:00
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(Acs) Perugia, 28 febbraio 2012 - “È necessario fare chiarezza sul caso dell'ex cava 'Vigna Vecchia' di Gualdo Tadino, un sito dismesso di circa 9000 metri quadri su cui graverebbe il rischio di possibili procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea, inerenti 'discariche non conformi' alla Direttiva del 1999”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), secondo cui “occorre evitare un allarmismo sproporzionato visto che la Regione provvederà a fare quanto di propria competenza per la bonifica dell’area oggetto di possibile infrazione”.
L'esponente del Partito democratico ricorda tutti i passaggi già compiuti dalla Regione Umbria, “a partire dalla deliberazione del Consiglio regionale del 13 luglio 2004 n. 395 che ha sancito il Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate. Di seguito nel 2009 con deliberazione n. 301 del 5 maggio il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano di gestione dei rifiuti con annesso Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate”. “Quest'ultimo – spiega Smacchi - contiene, conformemente ai dettami di cui all’articolo 251 del decreto legislativo 152/06, l’anagrafe regionale dei siti oggetto di procedimento di bonifica, nei quali è compreso quello di Gualdo Tadino. Successivamente – prosegue - la Regione con la legge 11/2009 ha dettato le norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica delle aree inquinate, seguita il 13 dicembre 2010 dalla delibera della Giunta regionale n. 1814 che ha approvato le linee guida in materia di bonifica dei siti inquinati. L’ultimo atto di aggiornamento dell’anagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica è datato 4 aprile 2011 (delibera di Giunta n.306), nella quale il sito Vigna Vecchia viene individuato tra quelli oggetto di intervento”.
Il consigliere regionale conclude osservando: “Visto che il sito risulta dismesso dal 1999 e la ditta che dal 1992 ne era affittuaria risulta fallita nel 1995, lo smaltimento del materiale, per un costo stimato di circa 114.000 euro, è come si evince dai provvedimenti citati, a carico della Regione Umbria, che ha espletato correttamente tutte le fasi procedurali”. RED/mp
