(Acs) Perugia, 13 luglio 2012 - “Inutile sperticarsi in lodi nei confronti delle associazioni di volontariato anche attraverso passerelle mediatiche da parte degli amministratori di turno, come avvenuto di recente con visite ad hoc presso i nostri volontari operativi in Emilia nelle zone terremotate, se poi concretamente si compiono scelte che tagliano le gambe a chi sul campo garantisce la preservazione dell’ambiente umbro”. Lo afferma il consigliere regionale Pdl Andrea Lignani Marchesani, denunciando “il drastico ridimensionamento del fondo per le associazioni di volontariato che operano sul fronte degli incendi boschivi, un rischio ancor più pressante in un estate particolarmente calda come questa”.
L'esponente del Popolo della libertà spiega che “negli anni il contributo statale previsto dalla legge quadro '353/2000' si è di fatto azzerato, i volontari hanno operato in condizioni di sempre maggiore precarietà andando spessissimo a ricorrere a risorse proprie o addirittura private per far fronte al loro impegno. Non è accettabile che la Regione non trovi poche decine di migliaia di euro, perché di questo si parla, quando vengono buttati soldi in pozzi senza fondo come la cooperazione internazionale. L’Umbria farebbe bene – aggiunge - a cooperare prima di tutto con se stessa, con i propri cittadini e soprattutto con i propri volontari. Di fatto il fondo è sceso per quasi tutte le ormai ex Comunità montane da 19mila a 11mila euro, addirittura a 6mila per l’associazione dei Comuni Medio Tevere-Trasimeno. Occorre sottolineare che statisticamente il maggior rischio incendi, confrontando i dati degli anni passati, si trova nella Comunità montana dell’Alta Umbria”.
Lignani Marchesani sottolinea che “per permettere ai volontari di operare nelle stesse situazioni dell’anno scorso basterebbe una cifra integrativa intorno ai 40mila euro per l’intera Regione” e annuncia che predisporrà “un apposito emendamento all’assestamento di bilancio, in discussione attualmente nella Prima Commissione del Consiglio regionale, prevedendo una sottrazione all’incremento previsto per la cooperazione di pari cifra per conferirla ai fondi per la lotta agli incendi boschivi. Il tutto – conclude - non sarebbe solo un riconoscimento doveroso al mondo del volontariato ma anche una necessità strategica per preservare il paesaggio dell’Umbria e diminuire il rischio anche per le persone. Ovviamente, vista l’importanza della posta in palio, c’è la piena disponibilità ad accettare uno stanziamento proveniente da fondi di riserva o da altre poste che possano essere contratte senza troppi traumi”. RED/mp