(Acs) Perugia, 28 febbraio 2013 - "Se al partito di maggioranza relativa è bastato un emendamento a favore dell’acqua come bene comune per indurlo a bocciare un’intera legge proposta dalla Giunta, significa che c’è in giro qualche nervosismo di troppo. Quanto avvenuto ieri in Commissione è grave soprattutto perché vede come protagonista il partito di maggioranza relativa”. Così il capogruppo regionale dell'IdV, Oliviero Dottorini rispondendo ad una nota di Locchi (Pd) e Buconi (Psi) che “oggi hanno tentato di giustificare il proprio voto contrario che ha portato alla bocciatura del disegno di legge della Giunta regionale sull’Ambito unico dell’acqua e dei rifiuti (Auri)”.
Per Dottorini, “una cosa è certa: noi continueremo a batterci per l’acqua come bene comune privo di rilevanza economica e per una gestione dei rifiuti che persegua la strategia 'rifiuti zero', innanzitutto ripresentando i nostri emendamenti in Aula. Nessuno può pensare di fare carta straccia della volontà di 27 milioni di italiani che si sono espressi attraverso un referendum storico”.
"Sono dell’idea - continua il capogruppo dell'IdV - che occorrerebbe affrontare le questioni con meno protervia. Di solito è con il dialogo e con il confronto che si affrontano le controversie, non con le prove di forza. In questo modo si rischia di inaugurare una condotta consiliare molto discutibile e persino pericolosa. Se non si accetta di discutere nel merito – continua - ma si bocciano i provvedimenti ogni qual volta passi qualche emendamento non condiviso, rischiamo di balcanizzare i rapporti consiliari, con contraccolpi evidenti sulla credibilità della maggioranza e dell'esecutivo. Tanto più – rimarca Dottorini - che i nostri emendamenti, approvati dalla Commissione, dovrebbero essere condivisi da tutte le forze di centrosinistra perché parlano di beni comuni e pubblicizzazione dei servizi. L'obiettivo – ribadisce - è quello di segnare un punto politico sul tema della gestione pubblica dell'acqua e su una corretta gestione dei rifiuti. Ribadire tali principi – conclude Dottorini - avrebbe avuto il merito di porre con forza una questione politica che anche a livello nazionale non può più essere ignorata". RED/as