Aula: “Sostegno economico per le attività colpite dalla chiusura del ponte di Montemolino”

L’Assemblea legislativa ha approvato con voto unanime la mozione promossa da Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S)

Data:

22 Gen 2026 18:59

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(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con voto unanime di tutti i consiglieri presenti (20) una mozione firmata da Letizia Michelini (Pd) e Luca Simonetti (M5S) concernente il ‘Sostegno economico per le attività colpite dalla chiusura del ponte di Montemolino’.

L’atto di indirizzo impegna la Giunta regionale a: “istituire con urgenza un fondo straordinario di ristoro economico, da finanziare nella prima manovra utile, destinato alle attività economiche e commerciali dei Comuni maggiormente penalizzati dalla chiusura del ponte di Montemolino (Montecastello di Vibio e Fratta Todina); definire criteri chiari, tempi certi e procedure snelle per l’erogazione dei contributi, garantendo la massima trasparenza e accessibilità delle misure”.

Nell’illustrazione dei suo atto, Michelini ha ricordato che “il primo aprile 2025 è stata disposta la chiusura al traffico del ponte di Montemolino, infrastruttura che attraversa il fiume Tevere e rappresenta un asse viario fondamentale tra i Comuni di Todi e Monte Castello di Vibio, in provincia di Perugia. La chiusura si è resa necessaria per l’avvio di importanti e indifferibili lavori di adeguamento strutturale, con interventi di consolidamento delle pile e delle spalle, finalizzati all’ampliamento della carreggiata e al miglioramento complessivo degli standard di sicurezza e percorribilità. Tali interventi risultano finanziati nell’ambito delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un termine di ultimazione dei lavori attualmente fissato per giugno 2026. Il ponte riveste un’importanza strategica e vitale per l’intera Media Valle del Tevere, garantendo un collegamento essenziale non solo per il traffico locale e pendolare, ma anche per l’accesso ai servizi sanitari, scolastici e commerciali da parte dei cittadini residenti nelle aree interessate. A seguito dell’interruzione della viabilità principale, sono stati eseguiti interventi di miglioria sulla Via del Furioso, individuata come principale e più funzionale alternativa di collegamento tra i territori di Todi e Monte Castello di Vibio. La viabilità alternativa si è però rivelata strutturalmente problematica e insufficiente a gestire l’aumento del traffico, generando forti disagi e un significativo allungamento dei tempi di percorrenza. Le difficoltà logistiche derivanti dalla chiusura del ponte stanno sfavorendo oggettivamente l’accesso ai servizi nei Comuni di Monte Castello di Vibio e Fratta Todina da parte dell’utenza proveniente dall’area tuderte, accentuando un crescente senso di isolamento. La prolungata chiusura, con la conseguente drastica diminuzione del transito veicolare, sta determinando una situazione di grave criticità per il tessuto economico-commerciale locale, con comprovate perdite per numerose attività. I Comuni interessati hanno già formalmente avanzato richieste specifiche agli enti competenti per l’istituzione di misure di ristoro economico a favore delle attività maggiormente colpite dalle conseguenze dirette della chiusura del ponte. La Regione ha il dovere di garantire coesione territoriale e non lasciare sole le realtà economiche duramente colpite da condizioni che non dipendono dalla loro volontà. Sostenere le attività produttive in questa fase significa difendere l’occupazione, tutelare la vitalità dei centri e preservare la qualità della vita delle comunità locali, contrastando processi di marginalizzazione che rischiano di diventare irreversibili”.

Interventi:

Enrico Melasecche (Lega): “Il ponte di Montemolino era una questione che andava avanti da quasi venti anni, una infrastruttura che non dava stabilità e sicurezza e quindi la nostra Giunta doveva prendere una decisione. Avevamo a disposizione una somma di 5 milioni di euro, alcune amministrazione, a cominciare da quella di Fratta Todina chiedevano un ulteriore, enorme consumo di suolo per la realizzazione di un nuovo ponte. Ricordo anche che a fronte della Soprintendenza che aveva bocciato incredibilmente quel progetto siamo andati al Ministero dei beni culturali a discutere della questione e alla fine il Direttore generale ci ha dato ragione e da qui è partito l’appalto. Dire che i lavori sono in ritardo non corrisponde al vero. Il nuovo ponte è pronto ed ora le gru lo devono sollevare riposizionare, poi va realizzato l’impalcato. Tutto questo ha portato, preventivamente, a bitumare tutta la strada in alternativa. È chiaro che alcune attività avranno la necessità di essere supportate, e su questo non sono contrario, ma da oggi in poi qualsiasi opera pubblica che comporti temporaneamente una riduzione di reddito di alcune attività va considerata alla stessa stregua, e questo dovrà valere per tutti i territori dell’Umbria. Non ho dubbi che attraverso la vostra manovra fiscale non avrete difficoltà di intervento. L’operazione del ponte do Montemolino è stata un’operazione benchmark, i lavori stanno andando avanti grazie a due imprese umbre di eccellenza. È stato un esempio di come si doveva fare e noi lo abbiamo fatto. Rispetto al sostegno economico impegno la Giunta a pubblicare i criteri, il numero delle imprese interessate e quanto verrà corrisposto, perché lo stesso criterio deve essere dato a tutte le attività dell’Umbria in ogni caso in cui c’è un’opera pubblica che per la sua realizzazione incide sul reddito”.

Luca Simonetti (M5S): “Melasecche è andato dietro alle risorse del PNRR che grazie all’allora presidente Conte sono arrivate in Italia. Riconosco ovviamente l’importanza della collaborazione tra i vari livelli istituzionali. Sosterremo ovviamente con convinzione questa mozione che affronta una situazione concreta e reale. Non c’è contrarietà rispetto a quest’opera che andava fatta e che risponde al meglio ad un territorio. Tuttavia non possiamo ignorare che la chiusura sta producendo alcuni danni economici sul territorio. Le strade alternative, pur con interventi migliorativi, si sono rivelate insufficienti a compensare la perdita di flussi che davano anche ristoro alle attività operanti nell’area. Chiediamo quindi che la Regione assuma il ruolo di garante territoriale”.

Francesco De Rebotti (assessore regionale): “L’opera, che si concluderà nel prossimo mese di giugno. Gli interventi richiesti verranno predisposti con il massimo scrupolo attraverso l’individuazione di criteri oggettivi. Agiremo quindi in punta di diritto con criteri preventivi nell’individuazione del meccanismo del quantum. Bisogna anche capire a quali categorie si fa riferimento e anche all’effettivo danno subito prendendo in considerazione bilanci precedenti. Sto cercando una interlocuzione con i Comuni ai quali ho chiesto una verifica, una ricognizione delle attività divise per tipologie. È chiaro che porteremo avanti il tutto con la massima cautela e con il supporto di questa Assemblea e con la Commissione competente. Non ho intenzione di inventare modelli che possono trovare il dissenso di quest’Aula. I Comuni interessati sono due (Fratta Todina e Montecastello di Vibio) ai quali ho comunicato i tempi della conclusione dell’intervento. A breve visiterò il cantiere per avere contezza dell’avanzamento di un lavoro complesso sotto ogni punto di vista”.

Nelle dichiarazioni finali, annunciando il proprio voto favorevole, i consiglieri di opposizione, Enrico Melasecche (Lega), Laura Pernazza (FI) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) hanno ribadito che quanto verrà previsto per la situazione in oggetto dovrà rappresentare un principio di carattere generale valido per ogni territorio umbro. AS 

Ultimo aggiornamento: 23/01/2026