AUDIZIONE ITALIA NOSTRA: "'ZONA GRIGIA E IMBARAZZI' SULL'ARTICOLO 124 DELLA LEGGE PER LA SEMPLIFICAZIONE CHE CONSENTE DI COSTRUIRE IN AREE BOSCATE E SANARE ABUSI" - CIRIGNONI (LEGA NORD) CHIEDE CHIAREZZA
02 Dic 2011 00:00
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(Acs) Perugia 2 dicembre 2011 – "L'audizione in seconda Commissione del vicepresidente di Italia Nostra, avvocato Urbano Barelli, circa la petizione per abrogare l'articolo 124 della legge umbra sulla semplificazione, che consente di costruire su aree boscate e sana abusi edilizi perpetrati nel territorio regionale, “ha fatto emergere una preoccupante zona grigia nella quale si è formato l'emendamento incriminato e sulla quale pretendiamo sia fatta piena luce”. Lo afferma il capogruppo della Lega Nord Gianluca Cirignoni domandandosi, “come sia stato possibile che la politica entrasse a gamba tesa su vicende giudiziarie derivanti da abusi edilizi, dimenticandosi l'articolo 11 dello Statuto regionale sulla tutela e valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio”.
Cirignoni, che fa riferimento alla consegna, da parte di Italia Nostra, di documenti importanti, in particolare su dodici cantieri per circa 60 villette bloccate per abusi”, precisa: “Noi pur avendo votato la legge sulla semplificazione nel suo complesso, non abbiamo votato un emendamento che colpisce pesantemente il nostro ambiente e favorisce palazzinari a discapito dei nostri boschi. Riteniamo dunque che l'articolo 124 della legge sulla semplificazione debba essere abrogato al più presto, così come previsto dalla proposta di legge da noi depositata nei giorni scorsi”.
Nel merito della vicenda Cirignoni parla di “imbarazzo di Giunta e maggioranza, in sede di approvazione del bilancio di assestamento, quando l'esecutivo - pur di bloccare una votazione su un nostro atto presentato in aula per abrogare l'articolo 124 - preferì ritirare un suo emendamento, ed attaccarsi a tecnicismi rispolverati per l'occorrenza”.
In quella occasione, osserva Cirignoni, la Giunta fu sostenuta da tutte le forze politiche, “compresa quell'Italia dei valori che sbandiera ipocritamente valori e purezza, e poi, pur avendo il presidente della commissione, il cui voto vale doppio, non si è opposta all'approvazione di un emendamento incostituzionale”. GC/
