AST TERNI: “SARA’ INVIATA ALLE PROCURE L’INTERROGAZIONE DEL SENATORE LUCIDI SUI VELENI INDUSTRIALI DEL NOSTRO TERRITORIO” - NOTA DI LIBERATI (M5S)

Il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) torna sulla questione “veleni Ast di Terni da tempo oggetto della nostra attenzione e denuncia” e in una nota riferisce dell’iniziativa parlamentare del senatore Stefano Lucidi (M5S) che ha depositato un’interrogazione sulla vicenda. Liberati spiega che “data la gravità della situazione il testo sarà inviato anche alle Procure per portare a conoscenza in maniera ufficiale anche la magistratura dei livelli di inquinanti riscontrati da Arpa, e chiedere che intervenga immediatamente, con ogni mezzo a disposizione”.

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13 Dic 2018 16:30

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(Acs) Perugia, 13 dicembre 2018 - “Depositata in Senato l’interrogazione parlamentare del senatore Stefano Lucidi sui veleni Ast di Terni e, data la gravità della situazione, lo stesso testo sarà inviato anche alle Procure per portare a conoscenza in maniera ufficiale anche la magistratura preposta dei fatti relativi ai livelli di inquinanti riscontrati da Arpa Umbria, e chiedere che intervenga immediatamente, con ogni mezzo a disposizione”. Così il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) che torna sulla questione “da tempo oggetto della nostra attenzione e denuncia” e riferisce in una nota dell’iniziativa parlamentare del senatore Stefano Lucidi (M5S).

“Al Ministro – spiega – si chiedono due cose: che si avvii una fase di analisi di tutta l’area industriale per verificare lo stato dei luoghi, e poi una interpretazione preventiva della norma anche se a nostro giudizio la legge è estremamente chiara. Perché se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività industriali ne trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche di quei luoghi. I livelli di veleni e inquinanti riscontrati da Ministero dell’Ambiente, Ispra e Arpa Umbria, sono assolutamente allarmanti e necessitano un intervento urgente”.

“Del resto – viene precisato nella nota - anche lo stesso Comune di Terni aveva emesso due importanti ordinanze in merito, motivate e al fine di ‘porre in essere le misure straordinarie indispensabili per prevenire fenomeni che possono compromettere la salute pubblica’ ordinando ‘il divieto di utilizzo e la captazione delle acque sotterranee a scopo domestico, irriguo, igienico sanitario nonché idropotabile da eventuali pozzi privati ubicati nell'intorno degli stabilimenti siderurgici At’, e anche ‘il divieto di coltivare all’aperto prodotti ortofrutticoli per l’alimentazione umana o animale, nonché l’allevamento di animali all’aperto’ nelle aree limitrofe allo stabilimento Ast in zona Prisciano”.

“A nulla valgono quindi – si sottolinea - le opposte giustificazioni dell’azienda appena arrivate a mezzo stampa che adducono alla storia e al passato i livelli di inquinamento, perché come sempre accade si eredità tutto nel bene e nel male. Quindi bonificare e restituire alla società è un onere che spetta agli attuali proprietari, e anche in caso di cessione futura, questi oneri resteranno in capo all’azienda. Ed è per questi motivi che chiediamo la restituzione dell’utile aziendale al territorio”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 21/12/2018