AST-TERNI: “NESSUN PASSO IN AVANTI E SOPRATTUTTO LA PALESE VOLONTÀ DI UCCIDERE OGNI PROSPETTIVA DI FUTURO CREDIBILE PER LE ACCIAIERIE” - NOTA DI DE SIO (FD'I)

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd'I) commenta “lo stallo della trattativa tra Thyssen Krupp e sindacati” mostrando preoccupazione per la mancanza di volontà, da parte della multinazionale, di accedere ad una modifica del piano presentato a luglio.

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06 Ott 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 6 ottobre 2014 - “Quella a cui stiamo assistendo è una situazione annunciata, figlia di un vero e proprio complotto ai danni delle produzioni italiane, orchestrata e gestita all’ombra della complicità e del trasformismo delle istituzioni europee”. Lo afferma il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) commentando “lo stallo nella trattativa al Mise tra Thyssen Krupp, istituzioni e sindacati” e dicendosi preoccupato per “la mancanza di volontà da parte della multinazionale di accedere ad una modifica del piano presentato lo scorso luglio”.

“In questo contesto – aggiunge De Sio - appare in tutta la sua evidenza la debolezza e l’insipienza di un Governo e di un presidente del Consiglio, bravissimo nella politica degli annunci, ma incapace di segnare un punto nella difesa di interessi nazionali strategici come quelli legati alla produzione degli acciai speciali. Nessun piano industriale degno di questo nome può prevedere esuberi, diminuzione delle retribuzioni e diminuzione delle capacità produttive e nessun investimento certo, capace di guardare ad un futuro competitivo. Un vero schifo, sia sotto il profilo industriale e sociale, che si va consumando senza che a livello europeo venga contestata la violazione degli elementi base sui quali è stata annullata la vendita ed attivata la riacquisizione nei confronti di TK”.

Alfredo De Sio ricorda che del semestre italiano è rimasto “un residuo trimestre e finora l’Italia non ha esercitato nessuna capacità di gestire quei dossier economici che sono l’unico strumento per rilanciare una politica industriale che vede il nostro paese sempre più penalizzato. La fuga di Renzi che non ha inteso neppure fare una breve sosta a Terni non aiuta. Al campione della visibilità – conclude - non sfugge che la sua presenza sarebbe stata un segnale importante per la ripresa della trattativa e per far comprendere che l’Italia non è disposta ad accettare qualsiasi decisione. Ma forse a lui va bene così”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 06/10/2014