(Acs) Perugia, 20 novembre 2013 - “La pantomima sulla vendita dell’AST è la certificazione di un percorso iniziato male e gestito peggio. Rinvii, approfondimenti, valutazioni di ogni genere in merito alla vicenda, non hanno spostato nel frattempo avanti di un millimetro i gravi problemi che stanno inginocchiando una delle aziende più importanti del nostro paese”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio commenta le parole del vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani in risposta all’interrogazione presentata dall’on. Roberta Angelilli.
“Francamente – scrive De Sio - non riesco più a commentare con serenità il linguaggio burocratese che anche chi dovrebbe difendere con maggior determinazione gli interessi dell’Italia usa quando si parla delle acciaierie di Terni. Le parole di Tajani: 'La Commissione non può intervenire nelle attività economiche di investitori privati' e che, 'la Commissione non può commentare i dettagli della procedura di cessione o la tempistica specifica' – spiega De Sio - altro non significano che accettare i tempi di una burocrazia che è completamente sottomessa ai voleri dei paesi del nord Europa. Outokumpu - sottolinea il consigliere regionale - sta per effettuare tagli di mille unità lavorative tra Finlandia e Germania, che si aggiungono ai 2500 già previsti, prefigurando così un ulteriore allungarsi dei tempi per concludere una vendita dell’AST sempre più avvolta nelle nebbie. I mesi passati dagli incontri istituzionali con Almunia, accompagnati da un ruolo inutile esercitato dal Governo Letta-Alfano sono deludenti sotto tutti i profili e annunciano un lento declino del nostro sito produttivo”.
De Sio ricorda come “il Commissario Almunia aveva escluso la possibilità di concedere ulteriori proroghe precisando che, trascorso il termine assegnato, la Commissione avrebbe nominato un garante al fine di sovraintendere in maniera imparziale alla vendita senza ulteriori allungamenti dei tempi. La mia paura – conclude De Sio – è che non sarà così e perciò non servono mezze parole, ma che il Governo italiano mostri autorevolezza nelle sedi opportune”. RED/as