(Acs) Perugia, 9 ottobre 2013 - “La clessidra consuma inesorabilmente il suo tempo e il futuro dell’Ast appare sempre di più legato a variabili indipendenti persino dalle regole assurde che determinano il mercato dell'Unione europea. Si parlò dell’estate come termine indicativo, poi di settembre ora la deadline sembra essere novembre. Nel frattempo la riservatezza della trattativa, dietro la quale si trincera l’immobilismo della Commissione europea, appare più come una conseguenza matematica che come una scelta, infatti ogni giorno che passa prende forma l’idea che non ci sia niente e nessuno con cui trattare”.Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio.
“Il rinvio della decisione e quello che potrà essere il ruolo successivo svolto dalla Commissione europea per individuare l’acquirente – prosegue - rischiano di aprire una nuova lunga fase dove l’azione eventuale della Commissione europea, chiamata in caso di stallo a procedere alla vendita attraverso il percorso del 'divestiture trustee', assumerà le sembianze di una liquidazione soft, con progressiva perdita di competitività sui mercati dello stabilimento ternano già annunciate da certezze sempre meno chiare sul mantenimento dell’integrità del sito. I problemi economici di Outokumpu - sottolinea De Sio - si stanno rivelando il vero cappio al collo per l’Ast, una bomba ad orologeria che ha fatto deflagrare gli equilibri finanziari dei finlandesi, con Terni che ha svolto il ruolo di detonatore”.
“Buffo, per non dire altro - sottolinea Alfredo De Sio- che questa Europa di burocrati tanto attenta nel misurare i centimetri dei cetrioli ed il raggio dei pompelmi, nonché zelante nel valutare anacronistiche concentrazioni di quote di mercato al suo interno, non faccia valutazioni preventive anche sulla sostenibilità economica dei vari soggetti coinvolti in operazioni come quella che ci riguarda. Non si tratta di trovare capri espiatori ma appare palese come il Governo nazionale delle ampie maggioranze, quello che piace tanto da Berlino a Bruxelles, sembri non avere la capacità di gestire in alcun modo questa situazione, scivolando in un silenzio che sembra accompagnare passi di rassegnazione”. “Non è vero che abbiamo poco tempo, la verità è che ne abbiamo perso troppo. Mi auguro che le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione, tornino ad alzare la voce - conclude De Sio - senza isterismi ma chiedendo al Governo nazionale di produrre fatti nuovi e concreti, quali quelli di prefigurare interventi pubblici che favoriscano l’individuazione di una compagine di acquirenti interessati”. RED/mp