(Acs) Perugia, 30 ottobre 2014 - “Nella funesta giornata di ieri diventa difficile dire se la pagina peggiore sia stata quella delle immotivate violenze esercitate sui lavoratori o quella delle risposte inconsistenti ed insufficienti date da una balbettante ministra Guidi, che ha fotografato in modo palese la linea di un Governo incapace ad affrontare con schiena dritta e non da comparsa il suo ruolo nella vertenza con la Thyssen Krupp”. E' il giudizio del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Alfredo De Sio sugli ultimi sviluppi della vertenza Ast.
“Ascoltando l'intervento del ministro Guidi alla Camera - afferma De Sio - per un attimo ho avuto l'impressione che parlasse l'AD di TK Lucia Morselli, che snocciolava dati asettici e previsioni basate esclusivamente sugli obiettivi e i piani futuri della multinazionale. Sentir dire che l'azienda perde ed è sotto attacco dei competitori extraeuropei, specie asiatici, senza nessun riferimento al perché ciò sia avvenuto è stato un passaggio veramente esilarante, non tanto perché nella matematica dei conti della multinazionale ciò non possa corrispondere parzialmente alla verità, ma perché si scambia l'effetto con la causa e la causa è stata voluta, pianificata e realizzata a tavolino da tre anni a questa parte con la complicità di quell'Unione europea che, a parole garantiva una concorrenza più aperta, mentre d'altro lato si rendeva complice delle ristrutturazioni globali delle produzioni di acciaio che avevano Terni come agnello sacrificale”.
“Ciò che deve essere fatto – secondo il consigliere di centrodestra - non è la solo la politica di riduzione del danno in termini occupazionali, ma riaprire il dossier della siderurgia continentale, avendo il coraggio di denunciare il mancato rispetto dei patti nei confronti dell'Italia. Di questo si deve occupare il governo, se vuole avere la possibilità di riaffermare per l'Italia un ruolo di potenza industriale e non fare il ventriloquo della multinazionale. C'è un convitato di pietra che rimane sullo sfondo e che è invece il vero nocciolo della questione: la Commissione Europea. Su questo - conclude De Sio - non è stata pronunciata una parola da parte del governo che mostra il vero volto della politica renziana, capace solo di essere forte con i deboli e debole con i forti”. RED/pg