ARPA: “LEGGE ISTITUTIVA DELL’AGENZIA ANCORA DISATTESA, VERSO NUOVI INTERVENTI DI FACCIATA” - LIBERATI (M5S) CRITICA LE “VUOTE RASSICURAZIONI DEL DIRETTORE GANAPINI”
05 Ago 2019 16:00
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(Acs) Perugia, 5 agosto 2019 - Il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni, Andrea Liberati, interviene sulla riforma dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) e sulle dichiarazioni rilasciate dal direttore generale, Walter Ganapini (https://tinyurl.com/y2btvqh5).
Secondo il consigliere di opposizione “emergono nuove e vuote rassicurazioni da parte dell’attuale direttore generale, che oggi favoleggia di un possibile rilancio della sede di Terni dell’Agenzia. Egli inoltre glissa sul modello organizzativo di Arpa che, pur a fine mandato, quindi assai tardivamente, intende proporre. Andrà poi esaminata ulteriormente la sua posizione rispetto alla condanna della Corte dei Conti in rapporto alla legge regionale n. ‘11/1995’, aspetto al quale dedicheremo nuovi atti ispettivi”.
Liberati evidenzia che “la riforma organizzativa dell’Arpa è stata già bocciata dalla Regione. Ganapini, non pare scorgere lontanamente la questione di fondo, ossia aver fin qui aggirato la legge istitutiva dell’Agenzia. Ripristinare direttori e dipartimenti dovrebbe invece riportare autonomia gestionale nei territori, fornendo loro le relative risorse strumentali, economiche e di personale, cosa che, di fatto, continua a essere completamente ignorata dal Direttore. Tramite i direttori dei dipartimenti, dovrebbero essere ripristinate tutte le procedure e i regolamenti organizzativi previsti dalla legge. Ma quando mai? Inoltre il direttore generale continua a non esprimersi sulla necessità di ripristinare la figura del direttore tecnico, ad oggi ancora vacante, altra anomalia rispetto a pressoché tutte le altre Agenzie nazionali: pur essendo tale figura strategica, in Umbria si procede in tutt’altro modo”.
Il consigliere di opposizione aggiunge che “in merito poi al possibile profilo di incompatibilità per le esposizioni economiche richiamate dalla Corte dei Conti e oggetto di una precedente interrogazione del M5S, siffatte vicende, se definitivamente appurate, renderebbero incompatibile Ganapini con l’incarico di direttore. Al riguardo ribadisco che, fino alla scadenza della Legislatura, saranno esercitate le prerogative di controllo su tutti gli organismi politici e amministrativi deputati a chiarire una volta per tutte tale situazione. L’imminente scadenza del mandato dovrebbe infine suggerire al direttore un severo approfondimento sul piano assunzioni, confrontandosi sia con le rappresentanze sindacali che con la realtà dei territori, guardando ai bisogni in rapporto alle concrete necessità: infatti sono già risibili i numeri apparsi oggi sulla stampa per potenziare il sito di Terni. Resta molto grave il fatto che, da anni, si vada avanti in questo modo, a ranghi men che ridotti a fronte di vaste attività ispettive previste e imposte dalle normative”.
“Ritengo che – conclude Liberati – il direttore stia procedendo con i consueti interventi di facciata di un modello organizzativo illegittimo proposto invece come una storica riforma: ma è così difficile rispettare la legge istitutiva dell’Agenzia? A chi fa comodo accentrare così tanto potere, tanto più considerando il malessere di gran parte del personale e l’insufficiente e decrescente capacità operativa di controllo ambientale dell’Agenzia? Attendiamo che la politica e la magistratura riescano ad ottenere, su questi decisivi temi, qualche risultato nell’interesse generale”. RED/mp
