(Acs) Perugia, 29 giugno 2011 - “Una proposta di legge che ha come obiettivo la soppressione dell'Area contigua del Parco del Monte Cucco per consentire di programmare interventi in grado di rilanciare lo sviluppo del territorio dei 4 Comuni che ne fanno parte: Scheggia e Pascelupo; Sigillo; Fossato di Vico e Costacciaro”. Con questo obiettivo, il consigliere del Partito Democratico, Andrea Smacchi ha presentato una sua iniziativa legislativa concernente “Provvedimenti in materia di aree contigue alle Aree naturali protette regionali. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 9/95 (Tutela dell'ambiente e nuove norme in materia di Aree naturali protette)”.
La proposta di legge definisce un procedimento di soppressione a seguito delle richieste dei Comuni interessati che, con delibere assunte congiuntamente, chiedono che vengano rimosse le preclusioni alla installazione di infrastrutture per l'energia, considerata la presenza di siti particolarmente vocati e la possibilità di pianificare azioni di sviluppo coerenti e rispettose dell’ambiente.
“L’eliminazione dell’Area contigua, - prosegue Smacchi - appare una naturale conseguenza essendo venuto meno l’obiettivo per la quale era stata istituita, cioè un’area riservata all’attività venatoria dei soli residenti nei quattro Comuni in cui ricade. Il Parco del Monte Cucco – spiega il consigliere del PD - ha una estensione di 103 Kmq e l’Area contigua di 63,16 Kmq, di cui 14,21 nel Comune di Scheggia e Pascelupo, 18,74 nel Comune di Costacciaro, 11,04 nel Comune di Sigillo e 19,17 Kmq nel Comune di Fossato di Vico. In questi Comuni - continua Smacchi - appare evidente come l’incongruenza dell’applicazione del vincolo paesaggistico produca un appesantimento degli adempimenti burocratici in zone a vocazione urbana e di sviluppo, considerato anche che l’Area contigua copre circa il 45 per cento delle estensioni comunali”.
“La contiguità – spiega Smacchi - sta a significare l'immediata vicinanza, ma in ogni caso non bisogna dimenticare che l'ulteriore elemento di definizione dell'area contigua è rappresentato dal suo 'non' essere area protetta pur avendo un regime diverso dal restante territorio. Un approccio riformista nel senso più letterale del termine – osserva l'esponente Pd - è, su queste tematiche, quanto mai necessario. L'Umbria, il cuore verde d'Italia, deve mettere a leva, soprattutto nella zona del Parco del Monte Cucco, (7.651 abitanti) tutte le proprie risorse naturali. Dobbiamo avere il coraggio – conclude Smacchi - di perseguire ambiziosi obiettivi di sviluppo eco-compatibile legati alle profonde trasformazioni del territorio anche dal punto di vista infrastrutturale”. RED/as