(Acs) Perugia, 17 luglio 2012 - “Quello che preoccupa non è tanto la soppressione delle aree contigue ai parchi ma la mancata percezione, in larga parte dell'Aula, dell'enorme potenziale costituito da un ambiente incontaminato. Si sta appresso a quattro proprietari di case, indispettiti per l'obbligo di usare tegole antiche o a pochi lobbisti delle maxi pale eoliche e si perde di vista l'unica possibilità di crescita economica per l'Umbria. Oggi si è capito perché il sistema parchi è fallito: è la stessa classe dirigente a non credere in questa forma di sviluppo”. È “senza appello” il commento di Paolo Brutti, consigliere regionale dell'Italia dei Valori e relatore di minoranza nel dibattito in Consiglio regionale, sulla ridefinizione delle aree contigue, conclusosi con 25 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto.
“Il Consiglio aveva tutte le prerogative per rimediare – spiega Brutti - a qualche astrusità presente nella regolamentazione di queste zone. Il fatto di aver voluto un provvedimento specifico che rimandi la palla alla Giunta per poi girarla ai sindaci, fa sorgere legittimi sospetti e comunque esautora il Consiglio della sua precipua natura legislativa. Esistono comitati d'affari che chiedono pale eoliche alte 110 metri e che hanno fortemente soffiato a favore di questo intervento ed è innegabile che qualche sindaco smani per aver mano libera nell'edificazione di alcune aree finora interdette. Contiamo - prosegue il consigliere regionale Idv - sulla sensibilità della presidente Marini che in tutti i suoi interventi si è fatta promotrice della green economy per evitare ulteriori decadimenti e assistiamo con amarezza a una stagione politica di basso profilo dove c'è perfino chi ironizza sulla 'parcomania' mentre nel resto d'Europa, Italia compresa, il turismo a basso impatto ambientale risulta uno dei pochi settori in crescita”. RED/mp
AREE CONTIGUE: “E POI PARLIAMO DI GREEN ECONOMY...” - BRUTTI (IDV) COMMENTA L'ESITO DEL VOTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
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17 Lug 2012 01:00
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