AREA CRISI COMPLESSA: “SOSTEGNO A INTERVENTI STRAORDINARI PER L'AREA TERNI-NARNI, MA GOVERNO REGIONALE E NAZIONALE SIANO DECISI E CHIARI NELL' UTILIZZO DEGLI STRUMENTI” - NOTA DI DE SIO (FD'I)

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd'I) commenta l'approvazione della mozione sul riconoscimento di crisi complessa per l'area di Terni-Narni, su cui si è astenuto: secondo De Sio mancano ancora chiarezza e determinazione nella strategia per rilanciare l'area, con una “maggioranza articolata tra sostenitori ferventi, tiepidi oppure ferocemente contrari, e un governo Renzi che non cita mai Terni fra le crisi industriali da risolvere”.

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02 Set 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 2 settembre 2014 - “Un mezzo passo in avanti sulla strada della chiarezza ma ancora troppa indeterminazione sugli strumenti che la Giunta Regionale intende come indispensabili e strategici per il rilancio dell'area di Terni- Narni”: questo il commento di Alfredo De Sio (Fd'I) sulla mozione approvata stamani dall'Aula di Palazzo Cesaroni sul riconoscimento di crisi complessa per l'area di Terni-Narni, documento che ha visto il voto di astensione delle opposizioni.

“Lo psicodramma nel dramma di questi ultimi mesi – secondo De Sio - è stato rappresentato da questa stucchevole discussione sulla possibilità o meno di richiedere il riconoscimento dell'area di crisi complessa per Terni-Narni, una discussione nella quale, di rinvio in rinvio, non si è riusciti a capire quale sia in verità il pensiero della Giunta regionale né quello della maggioranza che, al di là delle apparenze, si è articolata tra sostenitori ferventi, tiepidi e ferocemente contrari”.

“Continuo a ritenere – prosegue il consigliere di centrodestra – che tutti gli strumenti siano utili, quindi anche il riconoscimento dell'area di crisi per Terni, nella misura in cui riescano a guarire la patologia. L'unica cosa sulla quale vorrei essere tranquillizzato è che la cura non sia una di quelle 'sperimentali', buttata lì tanto per dire qualcosa , ma un consapevole trattamento terapeutico risolutivo. Il nuovo testo della mozione – spiega - meno ideologico e più pragmatico, si sofferma sulla straordinarietà della crisi aggravata dalla situazione di incertezza riguardante la TK-Ast ma, nell'elencare gli strumenti utili, tra cui anche quello dell'area di crisi complessa, non approfondisce i termini dei progetti e della strategia che sono, eventualmente, oggetto stesso degli interventi da chiedere al Governo. Insomma, un approccio non ragionato ma della serie 'mettiamoci pure questa e poi si vedrà'”.

“Nell’attuale crisi economica in cui versa l’Italia – si chiede De Sio - al di là dell’ottica sentimentale che ognuno di noi vive, il nostro territorio ha la possibilità di vedere riconosciuto questo strumento? Se non ci fosse la drammatica situazione delle acciaierie, pur con tutti gli altri comparti produttivi in ginocchio, dovremmo ugualmente chiedere di azionare questa leva e soprattutto con quali idee e progetti a sostegno?

“Del resto i dubbi aumentano – continua – se in queste settimane la vicenda acciaierie di Terni non ha  afflitto più di tanto il presidente del Consiglio Renzi, che non ha pronunciato mezza parola sulla vicenda,  peregrinando invece nei simboli della crisi industriale italiana tra Gela e Termini Imerese, Napoli, Bagnoli, Reggio Calabria e Gioia Tauro”.

“Ecco perché – conclude - in un quadro dove comunque non faremo mancare il nostro sostegno a livello locale e nazionale per favorire un intervento diretto dello Stato nella vertenza TK-Ast, rimane la nostra perplessità sull'approccio fin qui seguito ed ecco perché  sarebbe opportuno decidere di concentrare gli sforzi in una direzione, alla luce di chiare ed esplicite assicurazioni”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 02/09/2014