APPALTI PUBBLICI: “RAFFORZARE L'OSSERVATORIO REGIONALE DEI CONTRATTI, MONITORAGGIO SUL RISPETTO DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA. AMPLIARE LA CLAUSOLA VALUTATIVA” - CIRIGNONI (LEGA NORD) PROPONE LA MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE “3/2010”

Il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni annuncia la presentazione di una proposta di legge che mira a modificare la legge regionale “3/2010” (Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici). In sostanza, l'esponente umbro del Carroccio mira a “migliorare la funzionalità dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici e del monitoraggio sul rispetto, da parte delle stazioni appaltanti pubbliche, di quanto previsto dalla normativa antimafia, oltre ad aggiornare, ampliandolo, il contenuto della clausola valutativa prevista dalla legge, prevedendo che la relazione debba riguardare non solo gli appalti pubblici relativi ai lavori, ma anche quelli di servizi e forniture”.

Data:

13 Set 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 13 settembre 2012 - “Migliorare la funzionalità dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici e del monitoraggio sul rispetto, da parte delle stazioni appaltanti pubbliche, di quanto previsto dalla normativa antimafia; aggiornare, ampliandolo, il contenuto della clausola valutativa prevista dalla legge”. È quanto si prefigge, “a costo zero”, il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni che ha depositato una proposta di modifica della legge regionale “3/2010” (Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici).

Nel 2011 – scrive il consigliere regionale del Carroccio -, in Umbria, la pubblica amministrazione ha affidato 451 appalti sopra soglia (150mila euro) per un importo complessivo di oltre 558 milioni di euro, dei quali 216 milioni (44 per cento) sono relativi a lavori e 342milioni di euro (56 per cento) a servizi e forniture. Noi – spiega - proponiamo di ampliare le competenze e l'attività dell'Osservatorio regionale, attualmente limitate agli appalti di lavori, estendendole anche a quelli di servizi e forniture che rappresentano, sia numericamente, che per valore, la maggioranza dei contratti pubblici stipulati in Umbria dalla pubblica amministrazione”.

Cirignoni spiega ancora che “tenuto conto dei precisi adempimenti che la normativa antimafia pone a carico delle stazioni appaltanti pubbliche, al fine di contrastare le infiltrazioni mafiose, con la nostra proposta integriamo la legge prevedendo che nel regolamento attuativo dalla stessa, che la Giunta dovrà emanare per disciplinare i tempi e le modalità procedurali di trasmissione delle informazioni da parte delle stazioni appaltanti all'Osservatorio regionale dei contratti, si inseriscano specificatamente anche le informazioni relative all'adempimento dei controlli antimafia. Adempimenti, questi, che vengono espletati dalle PA in base all'importo di aggiudicazione dell'appalto attraverso l'acquisizione del certificato della Camera di Commercio con dicitura 'antimafia' o, per valori 'sopra soglia', integrando il medesimo con le informazioni acquisite dalla Prefettura territorialmente competente”.

Sottolineando “l'importanza che riveste la relazione, prevista dalla clausola valutativa e basata sui dati elaborati dall'Osservatorio regionale, al fine di agevolare l'attività di verifica e controllo del Consiglio regionale sull'applicazione della legge sui risultati che ha prodotto e in questo caso sull'attività delle pubbliche amministrazioni regionali, con la nostra proposta – spiega il consigliere del Carroccio - integriamo la clausola valutativa prevedendo che la relazione debba riguardare non solo gli appalti pubblici relativi ai lavori, ma anche quelli di servizi e forniture. Oltre a ciò – conclude Cirignoni – dovrà contenere informazioni dettagliate sul rispetto delle procedure e dei controlli antimafia ed informazioni relative al ricorso da parte delle PA umbre a proroghe e rinnovi nell'affidamento di servizi e forniture, cui per legge possono far ricorso solo per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti e comunque per un massimo di sei mesi”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 13/09/2012