“Appalti e lavoro povero: pronta la proposta di legge regionale dopo la sentenza della Corte Costituzionale”
Nota di Fabrizio Ricci (Avs): “Rafforzare gli strumenti regionali per la promozione della legalità, della trasparenza, della tutela del lavoro e della sicurezza”
06 Mag 2026 12:35
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(Acs) Perugia, 6 maggio 2026 - “In Umbria serve una legge contro il lavoro povero negli appalti. Servono regole e criteri più stringenti per garantire la sicurezza, la dignità del lavoro e una retribuzione minima equa. A questo come Avs, di concerto con la Giunta e la maggioranza, stiamo lavorando da inizio Legislatura e, dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legge della Toscana, siamo pronti a presentare una proposta di legge efficace ed estremamente innovativa, che raccolga anche stimoli e spunti arrivati dalle organizzazioni sindacali”. Lo annuncia il consigliere regionale Fabrizio Ricci (Avs).
“La nostra proposta, che sottoponiamo naturalmente al confronto e alla partecipazione delle forze sociali, punta - spiega Ricci - a rafforzare gli strumenti regionali per la promozione della legalità, della trasparenza, della tutela del lavoro e della sicurezza. L'obiettivo primario è, infatti, quello di promuovere la qualità del lavoro e la sicurezza, contrastando fenomeni di dumping contrattuale, lavoro povero e irregolarità. In un contesto economico segnato da complesse dinamiche di mercato, l'intervento pubblico, e in particolare quello della Regione Umbria e dei suoi enti strumentali, deve porsi come modello di riferimento per la corretta applicazione dei contratti collettivi, la garanzia di un trattamento economico dignitoso e la prevenzione dei rischi”.
“La proposta - sottolinea il consigliere di maggioranza - si muove pertanto su quattro assi principali: il potenziamento dei compiti e delle funzioni dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici; l’adozione di linee guida della Giunta per orientare l’azione delle stazioni appaltanti regionali nell’attuazione della normativa a tutela dei lavoratori negli appalti pubblici, anche con riferimento all’individuazione di livelli retributivi minimi; la strutturazione di un dialogo sociale preventivo attraverso protocolli d'intesa con le parti sociali; l'istituzione di un meccanismo di coordinamento preventivo per la sicurezza negli appalti di maggiore rilevanza. Siamo convinti che, in attesa del salario minimo nazionale del quale il nostro Paese non può più fare a meno – conclude Ricci – una norma regionale di civiltà come questa possa incidere realmente sulla condizione di vita e di lavoro di migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri”. RED/mp
