AMBIENTE: “VERSO L'ULTERIORE FUTURA ESPANSIONE DELLE DISCARICHE SIDERURGICHE. THYSSEN CHIARISCA E POLITICA SMETTA DI TACERE” - NOTA DI LIBERATI (M5S)

Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati, torna sulla visita ispettiva della Regione in Thyssen e su “alcune affermazioni di dirigenti della multinazionale dalle quali l’azienda sembrerebbe interessata a chiedere un allargamento delle discariche Pentima-Valle”. Per Liberati “serve un chiarimento da parte di Ast e che la politica smetta di tacere sull’argomento, altrimenti Terni verrà trasformata in una megadiscarica a servizio della Thyssen”.

Data:

14 Gen 2019 12:45

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(Acs) Perugia, 14 gennaio 2019 – “La Thyssen sembrerebbe interessata a chiedere un allargamento delle discariche Pentima-Valle. Serve un chiarimento da parte dell’azienda e che la politica smetta di tacere sull’argomento. La città di Terni verrà così trasformata in una megadiscarica a servizio della Thyssen, ancor più di oggi. Stiamo precipitando nell'abisso di scelte industriali allucinanti di cui la Regione è pienamente responsabile per le competenze esclusive su Aia e Via”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che torna su “alcune affermazioni di dirigenti della multinazionale durante la visita ispettiva della Regione in Thyssen, avvenuta martedì scorso (https://tinyurl.com/y8jyhz6s)”.

“Nel corso del sopralluogo – ricorda Liberati - il direttore di Stabilimento, Massimo Calderini, avrebbe sostenuto che quando l'autonomia residua delle discariche Pentima-Valle sarà esaurita è prevedibile che l'Azienda chieda un'ulteriore allargamento, visto che portare i rifiuti all'estero, ammesso che sia normativamente possibile, costerebbe dieci volte di più. E l’esaurimento dovrebbe arrivare al massimo entro sette anni. Stiamo parlando di discariche collocate alle porte della Valnerina e a meno di due chilometri dalle Marmore, cascate tradotte in lirica da poeti di ogni epoca”.

Per Liberati “ si proseguirà invariabilmente come se non bastassero le decine di milioni di tonnellate di scorie e altro materiale già sversati da oltre un secolo, come se non bastassero colline artificiali di rifiuti già alte quasi cento metri. E questo nonostante il cromo esavalente nelle falde e nonostante le promesse di recupero scorie. Un progetto in ritardo di sette anni sulle prescrizioni Aia, un piano che nessuno ha ancora concretamente visto e che comunque riguarderà solo una frazione delle scorie prodotte.

“Con le parole di Calderini – conclude Liberati - vengono spazzati via anni di boiate sull'impossibile trasformazione delle discariche in un parco pubblico. Un parco cui peraltro nessun cittadino ragionevole sarebbe andato, vista la condizione ambientale complessiva dell'area. La città pertanto resta e resterà totalmente alla mercé della Multinazionale tedesca. Sarebbe bene che la politica smetta di tacere dinanzi a un nuovo disastro ambientale annunciato”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 14/01/2019