AMBIENTE: “SU MAXIDISCARICA ABUSIVA AMIANTO LODEVOLE INTERVENTO DI CARABINIERI FORESTALI E PROCURA DI SPOLETO” - GRUPPO M5S: “REGIONE, ARPA E ASL MIGLIORINO LA MAPPATURA DEI SITI A RISCHIO”

I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) plaudono alla Procura di Spoleto e ai Carabinieri Forestali di Marsciano per la scoperta, in un area boscata di Collazzone, di “una delle discariche abusive più grandi mai rinvenute in Umbria”. Nell’evidenziare come si tratti di “materiale altamente pericoloso per la salute pubblica proprio a causa delle fibre di amianto, sfaldato da tempo”, i due esponenti pentastellati invitano la Regione, l’Arpa e l’Asl a migliorare la mappatura dei siti a rischio”.

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05 Feb 2019 09:30

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(Acs) Perugia, 5 febbraio 2019 - “Una delle discariche abusive più grandi mai rinvenute in Umbria: è quella che i Carabinieri Forestali di Marsciano hanno scoperto in un'area boscata di Collazzone. La Procura di Spoleto ne aveva già disposto il sequestro: ben 70 tonnellate di eternit sepolti illegalmente. Si tratta di materiale altamente pericoloso per la salute pubblica proprio a causa delle fibre di amianto, sfaldato da tempo. I responsabili, che all'epoca non hanno proceduto al corretto smantellamento, devono ora farsi carico dell'intervento di bonifica per circa 100mila euro”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, per i quali, frattanto “la sensibilità e l'attenzione nei confronti della tutela dell'ambiente crescono nell'opinione pubblica, ma anche nelle Istituzioni. Riteniamo un enorme passo avanti l'inasprimento, negli ultimi anni, delle pene per gli ecoreati, ma è d'obbligo un plauso alla Procura di Spoleto e ai Carabinieri Forestali di Marsciano”.

“Al riguardo – continuano i consiglieri pentastellati - resta necessario accrescere e migliorare il monitoraggio del territorio da parte della Regione, rafforzando i relativi servizi di Arpa e Asl, in quanto incaricati ex lege per le competenze del caso. Del resto – spiegano - lo impongono non solo vicende come queste, ma i vari disastri ambientali che toccano tanti luoghi della verde Umbria, dalla ben nota 'questione Terni' alla valle del Nestore e fino alla periferia di Perugia per le famigerate ceneri seppellite decenni fa; da Fabro ai fiumi Paglia e Tevere, senza dimenticare la criticità di Timia, Teverone e Marroggia, a voler tacere delle varie discariche ammorbanti che spuntano un po' ovunque”.

“Secondo i dati diffusi l'estate scorsa da Legambiente – commentano Liberati e Carbonari - l'Umbria detiene il terzo posto in tutto il Paese per numero di ecoreati nel 2017, superata solo da Sicilia e Sardegna (https://bit.ly/2MPXIl5)”.

“La tutela dell'ambiente – aggiungono - passerà pertanto anche da un organico decisamente incrementato per le forze militari e civili deputate ai controlli: in questo senso si sta certamente muovendo il nuovo Governo. Auspichiamo parimenti – concludono - che le Procure tutte spingano al massimo le attività ispettive, onde evitare zone franche non più ammissibili”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 12/02/2019