(Acs) Perugia 27 ottobre 2012 – Oltre alla riforma sanitaria che sembra monopolizzare i giornali umbri, ci sono due temi temi di strettissima attualità che stentano ad emergere. Sono le centrali a biogas e biomasse contro le quali sta montando una protesta decisa e compatta delle popolazioni interessate - che solo per questo meriterebbero uno stop immediato per ascoltarne le ragioni -, e la vicenda del gasdotto Brindisi - Minerbio che attraversa gran parte dell'Umbria, ma del quale parla bene solo la Snam che lo ha ideato e starebbe per realizzarlo a breve.
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (comunista umbro) che, rispetto ai due argomenti, afferma di confidare sulla “serietà e sensibilità della Presidente Marini”. propone le seguenti considerazioni: “Sulle centrali a biogas non credo che la popolazione sia improvvisamente impazzita; sicuramente c’è qualcosa che non funziona sia nei metodi, nei percorsi e nella sostanza per le scelte fin qui compiute. La cosa cosa minimamente saggia da fare è fermarsi, congelare tutto e rivedere le scelte che fino ad oggi sono state fatte e che hanno portato a questo stato di sfiducia, di altissima insoddisfazione e preoccupazione”.
Sulla realizzazione del gasdotto Brindisi Minerbio che attraversa una grossa fetta del territorio umbro, secondo Goracci “si è creata una cappa di silenzio, ne parla solo la voce del monopolio Snam che magnifica le straordinarie qualità e positività di quel progetto che solo loro vedono, mentre nelle popolazioni, istituzioni, associazioni, comitati dei territori attraversati dall’Abruzzo alle Marche, all’Umbria c'è preoccupazione rispetto ai rischi di assoluta pericolosità e devastazione ambientale”.
Se è vero che ci sarà a giorni una decisa accelerazione sui lavori del gasdotto, afferma il consigliere, “ricordo alla Giunta regionale che a luglio, dopo mesi e mesi di lavoro, fu raggiunto un accordo sul testo di una mozione firmata da tutti i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale - in parte annacquata rispetto a quelle approvate dalle Regioni Abruzzo e Marche, o risoluzioni votate in Parlamento su proposta di parlamentari del Pd - che indica la necessità di approfondimento sul progetto in discussione e di insistere sulla possibilità di un tracciato totalmente alternativo.
Qualsiasi scelta o presa di posizione che dovesse essere più debole delle volontà espresse nella mozione presentata a luglio - conclude Goracci - sarebbe non solo un atto di sgarbo istituzionale, ma aprirebbe una profonda falla politica”. GC/gc