AMBIENTE: “NO AGLI INCENERITORI” - LO RIBADISCE STUFARA (PRC-FDS), CHE DOMANI PARTECIPERA' ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA A TERNI DALLE ASSOCIAZIONI DI CITTADINI


Nell'annunciare la propria presenza alla manifestazione indetta per domani a Terni dal Comitato No Inceneritori e da altre associazioni, il capogruppo di Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, Damiano Stufara, afferma che “la decisione adottata nell'Ati 4 di rinunciare all'incenerimento e di puntare, con una pianificazione di lungo termine, a ridurre i rifiuti destinati alla discarica, apre uno spazio per il rilancio dell'economia locale, che può essere esteso tanto al complesso del ciclo regionale dei rifiuti solidi urbani quanto alle attività industriali private del settore. Liberare l'Umbria dall'incenerimento – per Stufara - è una questione di volontà politica; i cittadini, che di questa volontà sono la componente fondamentale, si stanno esprimendo in modo inequivocabile”.

Data:

26 Ott 2012 01:00

Tempo di lettura:

2 minuti, 50 secondi


(Acs) Perugia, 26 ottobre 2012 - “In queste settimane si consumeranno, nella nostra Regione, decisioni fondamentali in merito al modello di gestione dei rifiuti e alle politiche industriali che le accompagnano, su cui si impone con sempre maggiore evidenza la necessità di un ripensamento complessivo; per questa ragione parteciperò alla manifestazione del 27 ottobre a Terni indetta dal Comitato No Inceneritori e da altre associazioni, dove trova espressione una richiesta, quella dell'abbandono dell'incenerimento non solo per i rifiuti urbani, ma anche per quelli industriali, che può e deve essere raccolta dai decisori politici”. Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, Damiano Stufara, nell'annunciare la sua adesione alla manifestazione ternana.

 

E' nostra convinzione – prosegue - che la crescita delle proteste da parte della cittadinanza regionale rispetto al modello di gestione dei rifiuti finora adottato non sia affatto l'espressione di una generica paura per il cambiamento, bensì il suo esatto contrario: la politica, in tutti i suoi livelli, si trova di fronte ad un salto di qualità nella consapevolezza dei vantaggi ambientali, produttivi ed occupazionali determinati da una strategia incentrata sulla loro riduzione alla fonte e sul riciclaggio, a cui finora si è data risposta in modo parziale. Rifondazione Comunista sta ponendo da tempo la questione con gli strumenti democratici offerti dalle istituzioni locali; lo abbiamo fatto promuovendo, insieme ad altre forze politiche, la petizione popolare per il superamento dell'incenerimento dei rifiuti solidi urbani nell'ATI 4, che insieme alla mobilitazione della cittadinanza ha consentito di rivedere le previsioni del Piano d'Ambito; lo abbiamo fatto sostenendo nel Comune di Perugia la delibera popolare per l'introduzione del divieto del trattamento termico dei rifiuti, bocciata per il voto contrario del Partito Democratico”.

 

Le politiche ambientali che contrastiamo – spiega Stufara - sono il frutto delle scelte che stanno demolendo ogni forma di presidio democratico nel nostro Paese, il cui declino politico ed economico ha nel Governo Monti la sua massima manifestazione; c'è un filo diretto che collega le tante proteste locali contro questo modello di sviluppo e il No Monti Day, a cui va il nostro più convinto sostegno e la nostra adesione. La questione dei rifiuti, come dimostrato anche da eventi di cronaca di rilevanza nazionale, ricomprende una serie di grandi temi, che vanno dalla salute dei cittadini e la tutela ambientale alla determinazione di un modello di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile; il ritardo drammatico accumulato dal nostro Paese è reso ancor più evidente dalle innovazioni normative e tecnico-scientifiche prodottesi in questi anni, che consentono l'adozione su larga scala di un approccio basato sulla riduzione, il riciclo e il riutilizzo dei materiali, con indubbie, positive ricadute occupazionali”.

 

La decisione adottata nell'ATI 4 – conclude - di rinunciare all'incenerimento e di puntare, con una pianificazione di lungo termine, a ridurre i rifiuti destinati alla discarica, apre uno spazio per il rilancio dell'economia locale, che può essere esteso tanto al complesso del ciclo regionale dei rifiuti solidi urbani quanto alle attività industriali private del settore, come l'inceneritore di Terni ENA. Liberare l'Umbria dall'incenerimento è una questione di volontà politica; i cittadini, che di questa volontà sono la componente fondamentale, si stanno esprimendo in modo inequivocabile”. RED/PG

Ultimo aggiornamento: 26/10/2012