(Acs) Perugia, 29 ottobre 2014 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) esprime “preoccupazione e contrarietà rispetto allo scenario che si va delineando a Terni, con riferimento all'impianto 'Terni Biomassa', di proprietà della ditta Tozzi, in luogo di diventare un centro di incenerimento dei rifiuti urbani e ospedalieri”. “Un 'altra pesante spada di Damocle – secondo Goracci - incombe sulle teste degli Umbri e le mani che la agitano sono sempre quelle del business, della rincorsa spasmodica al guadagno, in un ambito gonfiato e 'drogato' da permissive leggi nazionali. La richiesta di bruciare diverse tipologie di rifiuti, avanzata da Terni-Biomassa-Tozzi e da Aria srl (Acea), con tanto di trasformazione dell'impianto (progettato con tecnologia a pirolisi) in inceneritore classico, viene dopo che lo 'Sblocca Italia' di Renzi ha aperto il varco a questo tipo di prospettiva. Altro che far ripartire il Paese: Renzi e il suo Governo agevolano gli appetiti di chi intende speculare su un settore, quello delle biomasse, rispetto al quale, tra l'altro, sono aperti in Umbria molti fronti in vari territori”.
“Con la coerenza che mi ha sempre contraddistinto – prosegue - che si parlasse del Css nei cementifici, dell'impianto a biomasse di Fossato di Vico, degli impianti di S. Egidio, Valfabbrica, Costacciaro, Montecorona o di altri in progetto (alcuni ne sono stati realizzati), manifesterò la mia contrarietà al progetto relativo alla città di Terni, nell'interesse della comunità umbra e della sua economia, specie in un contesto in cui altre sono le scelte che si rendono necessarie, in primis quella della difesa strenua, fino all'ultimo, delle acciaierie, con la loro storia e il valore aggiunto delle produzioni”. RED/pg