(Acs) Perugia, 13 marzo 2014 - “Prevedere interventi strutturali e azioni di controllo e monitoraggio dell'asta fluviale del Marroggia-Teverone-Timia. Mettere a punto uno sviluppo urbanistico che tenga particolarmente conto dell'impatto inquinante. Predisporre un protocollo d'intesa, all'interno del Contratto di fiume, tra i Comuni di Bevagna, Foligno, Trevi, Spoleto, Montefalco, Campello e Castel Ritaldi”. Sono alcuni passaggi emersi ieri nel corso di una audizione in Seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, da parte del Comitato per la difesa dell'acqua e dell'aria di Bevagna che conta oltre 1.500 sottoscrittori.
Sono stati Mario Lolli, Elisa Fioroni Torrioni, Paolo Porzi e Flavio Mondi a spiegare ai commissari la questione che interessa sette Comuni della Valle Umbra Sud e di cui “la Regione è perfettamente a conoscenza perché si tratta di un problema quarantennale che nasce dalla antropizzazione urbanistica, artigianale ed industriale, che negli anni '60 ha interessato anche questi territori. E a Bevagna, essendo il punto più basso della valle, i fiumi arrivano insieme. Ci sono punti dell'asta fluviale dove non c'è più nessuna forma di vita. Oggi abbiamo raggiunto un grado di inquinamento di cui hanno perfetta consapevolezza anche i medici di base. Noi – hanno ribadito i rappresentanti del Comitato – lamentiamo la latitanza delle istituzioni, soprattutto quelle locali. Chiediamo alla politica, a tutta la politica di ogni ordine e grado, di ascoltarci ed intervenire per risolvere il problema alla radice. La priorità deve essere il risanamento delle acque”. La Commissione ha preso l'impegno di approfondire la questione attraverso audizioni con tutti i soggetti interessati.
LE PROPOSTE DEL COMITATO:
Evitare il declassamento dei fiumi Marroggia-Teverone-Timia; risanare l'asta fluviale nella priorità di intervento, prima di qualsiasi progettualità di valorizzazione o di marketing turistico dell'area; stipulare un protocollo di intesa all'interno del contratto di fiume tra i sette Comuni; mettere in collegamento i Piani regolatori generali e gli sviluppi urbani dei Comuni della valle, controllando e gestendo il residuo urbanistico di qualsiasi natura; prevedere un censimento particolareggiato degli scarichi civili; realizzare una mappatura completa dei siti e delle aziende industriali, artigianali, commerciali, agricole e manifatturiere; ammodernare, potenziare e mettere a regime i depuratori sul torrente Marroggia e sul fosso Alveolo; sviluppare un progetto di monitoraggio dell'asta fluviale Marroggia-Teverone-Timia e del suo bacino che prenda in esame le vere fonti inquinanti ponendo centraline a monte, strategiche ed indicative; predisporre progetti integrati di turismo e sviluppo della cultura ambientale.
MASSIMO MANTOVANI (Ncd-vice presidente Commissione) ha rimarcato come il problema sia reale, ma anche che “molti commissari sono venuti solo ora a conoscenza della questione. Come Commissione siamo chiamati a prenderci l'impegno di invitare in audizione tutti i soggetti interessati al problema, a partire dai Comuni e dagli enti gestori. Entrando così nel merito della questione per formulare proposte concrete alla Giunta, al Consiglio regionale e a tutti gli altri organi istituzionali e non, interessati”. Sulla stessa linea lo stesso presidente GIANFRANCO CHIACCHIERONI che ha auspicato la previsione di “maggiori risorse regionali per poter investire in modo prioritario su acqua, aria e terra. Il nostro modello di sviluppo non può fare a meno di puntare con decisione sulla qualità del bene acqua”. AS/