(Acs) Perugia 27 maggio 2013 – “I dati scientifici dimostrano ormai che chi vive nelle vicinanze di certi impianti energetici ha più possibilità di sviluppare patologie gravi che aumentano sensibilmente il rischio di morte rispetto a chi ha la fortuna di viverne lontano. Per non parlare della qualità della vita e dei danni economici conseguenti al depauperamento e all'impoverimento della terra e dell'agricoltura, che si ripercuotono negativamente sulle ampie aree coinvolte e sulla possibilità di avere produzioni ecologiche e di qualità”. Lo evidenzia il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), informando di aver “partecipato (e non solo annunciato di volerlo fare) al convegno e alla manifestazione organizzati ad Assisi da 'Terre Nostre Coordinamento Nazionale Comitati No biogas No biomasse' per l'aria, l'acqua, la terra e il cibo sani”.
Goracci riporta che “durante il convegno si sono svolte relazioni interessanti, di grande competenza, precise e puntuali, svolte da straordinari personaggi come, tra gli altri, don Tonio dell'Olio, responsabile del settore internazionale di Libera, l'oncologa Patrizia Gentiloni dell'Isde, e il prof. Michele Corti, presidente nazionale di Terre Nostre. Tutti insieme per dire che certi impianti (biogas, biomasse, per non parlare degli inceneritori) nulla hanno a che fare con il prefisso bio che li precede, e quindi con l'ecologia e l'ambiente in favore del quale sono spacciati come rimedi. Nella realtà sono solo il meschino prodotto di interessi speculativi che vogliono approfittare degli incentivi pubblici. Pagati dalla collettività, non danno in cambio nulla di positivo al territorio che li ospita”.
Secondo il consigliere regionale “questa ulteriore occasione dovrebbe essere colta dalla Regione Umbria come stimolo per attivarsi ad accettare il confronto ed entrare in sintonia con tanta parte di quel popolo che, senza un'appartenenza politica, pensa esclusivamente all'importanza che hanno la salute e la qualità della vita, quella propria, e quella delle future generazioni. Dal cuore verde d'Italia dovrebbe poi partire un'azione nei confronti di Governo e Parlamento per modificare la legislazione nazionale, che è figlia di un assurdo permissivismo tendente a privilegiare l'impresa, spesso speculativa, rispetto alle popolazioni che rappresentano invece interessi vasti e comuni a difesa dell'ambiente e del territorio, evitando di dire sì scontati a chiunque e ovunque ne faccia richiesta. La Regione – conclude Goracci - deve far partire fin da subito iniziative in questo senso, per quello che riguarda le sue competenze, a cominciare dal restringimento sul regolamento (fino a oggi si è fatto esattamente l'opposto) per le distanze dagli impianti, e impedirne la realizzazione a ridosso di residenze. Occorre dimostrare che in Umbria c'è in questo campo un'attenzione forte e selettiva, che tiene in primo luogo conto delle esigenze e delle volontà dei cittadini a cui dovrebbe spettare la sovranità assoluta”. RED/mp