AMBIENTE: “PER IL BIODIGESTORE DI OLMETO E' EMERGENZA, MA NESSUNO INTERVIENE” - LIBERATI (M5S) “LA REGIONE SURROGHI GLI ENTI INERTI E METTA IN SICUREZZA L'IMPIANTO”

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, interviene in merito al biodigestore di Olmeto (Marsciano) rimarcando criticità sullo stato dell'impianto. Liberati ricorda che “un anno fa si tenne in Regione un incontro tecnico per illustrare i risultati della convenzione tra Università di Perugia e Comune di Marsciano per la Consulenza tecnico scientifica per la messa in sicurezza dell'impianto, e da tale incontro emerse la improcrastinabile necessità di mettere in sicurezza i tre silos in lamiera”.

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06 Apr 2017 12:30

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(Acs) Perugia, 6 aprile 2017 - “L'impianto di digestione anaerobica di Olmeto (Marsciano) torna di nuovo sotto i riflettori. E non è un bello spettacolo. Emerge infatti una nota che fa il punto sullo stato tutt'altro esaltante in cui versa l'impianto, con pericoli ormai accertati per la salute umana. Si ripete più volte la parola 'emergenza'”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, che ricorda come “un anno fa, a fine aprile, in Regione si era tenuto un incontro tecnico finalizzato a illustrare i risultati della convenzione siglata tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università degli Studi di Perugia e il Comune di Marsciano, per la 'Consulenza tecnico scientifica per la messa in sicurezza dell'impianto di digestione anaerobica di Olmeto', valutando le attività successive e conseguenti”.

“Da tale incontro – rimarca il consigliere pentastellato - emerse la improcrastinabile necessità di mettere in sicurezza i tre silos in lamiera, 'visto il loro contenuto e vista l'impossibilità di mettere in atto opere provvisionali di contenimento'. Così si legge nella nota allegata, a firma del Responsabile Ing. Francesco Zepparelli e del Sindaco Alfio Todini, inviata a Regione, Arpa, Provincia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, nonché a Sia Spa”.

“Il rischio evidente per la pubblica incolumità – spiega Liberati - sarebbe legato: 'alla prossimità di danneggiamento in occasione di eventi sismici, attesi con un'intensità 3.7 volte superiori a quelli di progetto; alla vulnerabilità del contesto in cui insiste lo stesso (area destinata ad attività lavorative continuative, immediata vicinanza all'alveo del torrente Genna)'. Un anno dopo questa analisi – continua -, nonostante il logoramento dell'impianto, con pericolo sanitario-ambientale dovuto a possibile fuoriuscita della frazione liquida contenuta nei digestori, nonostante l'urgenza di provvedere, nessuno interviene con atti concreti. Il sindaco, pur sottoscrivendo la nota in cui ribadisce 'l'urgenza', non avrebbe paradossalmente ancora adottato quei provvedimenti contingibili di sua competenza, né sono note iniziative sul campo da parte di altri Enti, sebbene il tempo sia abbondantemente scaduto. La Regione, pertanto – conclude -, dispieghi immediatamente i suoi poteri, surrogando l'inerzia delle Istituzioni e mettendo finalmente in sicurezza l'impianto”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 06/04/2017