AMBIENTE: “ALLUVIONE DELL'11 NOVEMBRE 2013 E DISSESTO DELL'OASI 'FONTI DELLA ROCCHETTA' DI GUALDO TADINO” - UNA INTERROGAZIONE DI MONACELLI (UDC)

Il consigliere regionale Sandra Monacelli (capogruppo Udc) ha presentato una interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini con cui chiede di intervenire per il ripristino e la messa in sicurezza dell'area delle fonti Rocchetta a Gualdo Tadino. Monacelli rileva che dopo l'alluvione dell'11 novembre  la zona risulta devastata, con danni ingentissimi alle infrastrutture e al parco.

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13 Nov 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 13 novembre 2013 - “La Giunta spieghi quali iniziative intende assumere per ripristinare quanto prima lo stato dei luoghi dell'area delle Fonti della Rocchetta, con la definitiva messa in sicurezza della zona, utilizzando in primis i fondi regionali per i diritti per i permessi di ricerca e di concessione unitamente ad altre risorse da individuare”. Questa la richiesta che il consigliere regionale Sandra Monacelli (capogruppo Udc) affida ad una interrogazione rivolta all'Esecutivo di Palazzo Donini.

Monacelli spiega che in conseguenza all'alluvione dell'11 novembre “l'oasi delle Fonti della Rocchetta di Gualdo Tadino, una zona di altissimo valore ambientale, è stata devastata, provocando danni ingentissimi alle infrastrutture e al parco. L'area delle Fonti della Rocchetta di Gualdo Tadino – ricorda - in seguito al sisma del 1997/1998 si trova in uno stato di dissesto e di pericolosità, attribuibile a fenomeni di crollo e caduta massi da pareti rocciose carbonatiche fratturate ed alterate. La Regione Umbria ha classificato la zona con il codice di pericolosità R4, riferita a frane di crollo che possono interessare strutture e infrastrutture antropiche e mettere in pericolo la popolazione sia residente che in transito. Per questi motivi l'area Fonti della Rocchetta è stata inserita nel Piano stralcio di assesto idrogeologico approvato dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere e segnalata nell'Atlante dei siti di attenzione per il rischio idrogeologico realizzato dallo stesso servizio geologico e sismico della Regione nel 2010”.

Sandra Monacelli aggiunge che “nella zona sono stati effettuati diversi interventi, tra cui l'installazione di pareti paramassi, e il sindaco di Gualdo Tadino, con apposita ordinanza, ha vietato l'accesso veicolare e pedonale alle sorgenti”. Infine il consigliere regionale rammenta che “la Regione Umbria incamera ogni anno i diritti per i permessi di ricerca e di concessione di acque minerali e di sorgente mentre il comune di Gualdo Tadino ha finanziato con risorse proprie alcuni degli interventi effettuati nella zona”. MP/

Ultimo aggiornamento: 13/11/2013