(Acs) Perugia, 30 ottobre 2015 – Il consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi (PD-vicepresidente dell'Assemblea legislativa) interroga l'assessore Fernanda Cecchini chiedendo “impegno per il mantenimento dell'esistenza dei centri di riproduzione della fauna selvatica di San Vito, in provincia di Terni e di Torre Certalta, in provincia di Perugia, istituendo un tavolo tecnico che consenta di ragionare sul futuro di tali centri e sulla loro mission”.
“Con la trasformazione delle Province e il relativo trasferimento del personale 'non strategico' – afferma Guasticchi - si è venuta a creare una situazione di forte criticità non solo sulla gestione ordinaria dell'ente ma anche sul mantenimento dell'esistenza di strutture importanti come i centri di riproduzione della selvaggina di San Vito e di Torre Certalta, da decenni impegnate nella riproduzione di fagiani, starne, pernici e lepri da reinserire nel territorio. La preoccupazione è che, in questa fase di vuoto normativo, si possa rischiare che tali centri vengano chiusi o fortemente depotenziati, trasferendo il già esiguo personale operativo”.
“Vorrei ricordare – prosegue - che la produzione di selvaggina era il fiore all'occhiello delle due province dell'Umbria e consentiva anche un controllo scientifico degli animali da reintrodurre in natura, evitando di acquistare gli animali stessi in allevamenti italiani ed esteri. Certamente la mission di queste strutture potrebbe essere modificata, orientandola, ad esempio, su un allevamento teso alla ricerca dei ceppi autoctoni delle specie di fagiani, starne, pernici e lepri, reintroducendo la lepre italica o la starna italica, animali presenti sul nostro territorio fino a qualche decennio fa. Ciò comporterebbe l'utilizzo di personale specializzato, che oggi è presente. Distoglierlo equivale a creare confusione e danni, sia alla selvaggina ancora presente in certi territori che per la futura riproduzione prevista per l'attività venatoria e la reintroduzione delle specie sul territorio”. PG/