ALTO CHIASCIO: “LA PROFONDA CRISI DEL TERZIARIO, DELLE COSTRUZIONI E DEL TRASPORTO HA BISOGNO DI INTERVENTI FORTI E DECISI” - SMACCHI (PD) SOLLECITA ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, ISTITUZIONI E MONDO DEL CREDITO

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD) definisce “profonda” la crisi che stanno attraversando i settori del terziario, delle costruzione e del trasporto nel territorio dell'Alto Chiascio. Nel sollecitare, per questo, l'intervento delle associazioni di categoria, delle istituzioni e del mondo del credito, per l'esponente della maggioranza consiliare la Regione è chiamata a “promuovere una serie di azioni, anche normative che consentano di sburocratizzare ulteriormente le procedure e velocizzare maggiormente l’emissione di tutte quelle autorizzazioni e certificazioni necessarie alle aziende per competere liberamente sul mercato”.

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20 Apr 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 20 aprile 2012 - “Una serie di interventi immediati che scuotano i settori del terziario, dei trasporti e delle costruzioni”. Così, in una nota, Andrea Smacchi(PD) che sollecita “le Associazioni di categoria, Istituzioni e mondo del credito a fare presto”.
In Alto Chiascio – fa sapere il consigliere regionale della maggioranza - c’è in atto una profonda crisi sia del settore terziario, che paga un saldo negativo di aziende pari a 101, che nel settore delle costruzioni e del trasporto. Il trend del 2012 – rileva - non è certo migliore di quello dell’anno passato tanto che, nella sola città di Gubbio, su un totale di 3.253 aziende quelle che hanno aperto la loro attività nel 2011 sono state 107 e quelle che l’hanno chiusa 207, con un saldo negativo di 100 aziende. Se si considera una media di 3 impiegati ad azienda significa che, nel solo settore del terziario, a Gubbio si sono persi 220 posti di lavoro. I dati regionali – aggiunge l'esponente del PD - parlano addirittura di 2.400 imprese del terziario che hanno cessato la loro attività, mandando a spasso quasi 7.000 persone. Una situazione allarmante alla quale credo sia giunto il momento di reagire veramente mettendo in campo strumenti innovativi che possano ridare ossigeno alle aziende”.

La Regione Umbria – spiega Smacchi - ha adottato provvedimenti importanti per facilitare l’accesso al credito, ma occorre che il sistema bancario decida una volta per tutte di aprire linee fresche di finanziamento senza alzare continuamente i livelli patrimoniali chiesti a garanzia. Settori come il commercio, le costruzioni ed il trasporto sono da considerare strategici per un vero rilancio dell’economia regionale, perché insieme occupano tanta forza lavoro quanta quella del settore industriale. Alle soluzioni innovative – continua -, al dinamismo delle aziende la politica ha il dovere di rispondere con misure atte a semplificare, cosa che la Regione Umbria ha fatto per prima in Italia, anche se la miriade di norme tributarie nazionali (circa 62.500) costano ancora alle aziende circa 4.945 euro contro i 1.300 dei francesi e i 1.200 dei tedeschi. Nel commercio – va avanti Smacchi - occorrerebbe ridefinire un piano che consenta, da un lato di supportare l’ottimo lavoro della Guardia di finanza nel combattere l’abusivismo e la concorrenza sleale, dall’altro regolamentare la proliferazione incontrollata delle attività che ha raggiunto livelli numerici allarmanti, tanto che, in alcune zone dell’Umbria, è presente un’attività commerciale ogni 30 abitanti”.

Per Smacchi, in conclusione, è auspicabile che “la Regione si faccia promotrice di una serie di azioni, anche normative che consentano di sburocratizzare ulteriormente le procedure e velocizzare maggiormente l’emissione di tutte quelle autorizzazioni e certificazioni necessarie alle aziende per competere liberamente sul mercato”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 20/04/2012