(Acs) Perugia, 25 novembre 2010 - Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale per conoscere la situazione dei risarcimenti dei danni subiti dalle strutture agricole e dalle infrastrutture a causa dell' alluvione verificatasi il 5 e 6 Gennaio 2010.
“L' evento calamitoso – ricorda Smacchi - causò molti danni nella Provincia di Perugia ed in particolar modo nei comuni di Gubbio, Perugia, Castiglione del Lago, Gualdo Tadino, Corciano, Montone, Umbertide, Valfabbrica e Torgiano, dove è stata riconosciuta l’eccezionalità dell’evento. Con la pubblicazione del D.P.G.R 26/03/2010 numero 39 la presidente Lorenzetti ha decretato la delimitazione dei territori danneggiati e, successivamente, il decreto datato 12/07/2010 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 170 del 23/07/2010, ha dichiarato il riconoscimento della sussistenza del carattere eccezionale degli eventi calamitosi verificatesi”.
“Ricordo - continua Smacchi - che per le strutture agrarie è stato previsto l’articolo 5, comma 3 del decreto legislativo numero 102/2004 e successive modifiche ed integrazioni, che prevede contributi in conto capitale fino all’80 per cento dei costi effettivi, elevabili al 90 per cento nelle zone svantaggiate, mentre per i danni alle strutture interpoderali è stato decretato l’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo numero 102/2004 e successive modifiche e integrazioni, che prevede interventi di ripristino delle infrastrutture connesse all’attività agricola con onere della spese a totale carico del fondo di solidarietà nazionale”.
“Considerato - conclude Smacchi - il numero delle domande di richiesta di contributo presentate, che solo nel comune di Gubbio sono pari a 40, con una richiesta di indennizzo pari a circa 4 milioni e 500mila euro complessivi, sarà utile conoscere la situazione dei risarcimenti, per evitare alle imprese agricole ulteriori spese in assenza di certezza del risarcimento dei danni subiti e consentirgli una ripresa più agevole dell’attività agro-silvo- pastorale”. RED/pg