(Acs) Perugia, 7 novembre 2013 – “La Regione si assuma la responsabilità di coprire anche gli stipendi di operai e impiegati dell'Agenzia forestale, come già accaduto per Umbria Mobilità”: lo dice la presidente del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull'amministrazione pubblica, Maria Rosi, che qualche giorno fa aveva convocato l'amministratore unico dell'Agenzia, Massimo Bianchi, dal quale aveva avuto notizia della corresponsione degli stipendi arretrati entro questa settimana, cosa che non si è ancora verificata e motivo per cui la sede di via Settevalli, a Perugia, è da stamani occupata fino alla risoluzione del problema, come riferisce il rappresentante sindacale Enzo Gaudiosi (Ugl).
“È una vergogna – afferma Rosi - che i lavoratori non abbiano ancora ricevuto lo stipendio ed è un ulteriore brutto segnale sulla mancata attuazione di una delle più importanti riforme varate da questa Regione, quella endoregionale, che prevedeva il passaggio dalle Comunità montane all'Agenzia forestale. Quest'ultima, come è emerso nell'ultima audizione effettuata dal Comitato di monitoraggio che presiedo, ha ereditato dalle comunità tutti gli effetti della cattiva gestione precedente, ma non ancora il patrimonio, cosa che rende impossibile avere anticipazioni dalle banche. Abbiamo appreso che l'Agenzia si trova a dover pagare 66mila ore di ferie non godute, per un costo di 600mila euro, e che i fondi per la chiusura delle comunità non sono stati ancora trasferiti all'Agenzia, se non in parte. Ma le ferie, in qualsiasi azienda seria, devono essere godute entro la fine dell'anno. Per non parlare dei 210 dipendenti inabili, 70 dei quali totalmente inabili, su un totale di 558 persone. Ecco come venivano gestite le cose – sostiene la presidente dell'organo di controllo del Consiglio – ed ecco perché tra ferie non godute, festività soppresse, operai fermi e quindi minor produttività anche per via della Cassa integrazione, l'Agenzia forestale non è in grado nemmeno di pagare gli stipendi. Per questo – conclude Rosi - la Regione deve mettere almeno una 'toppa' sul buco relativo al pagamento degli stipendi, come avvenuto per l'altra azienda partecipata in forte crisi, Umbria Mobilità”. RED/PG