Aeroporto: “Proietti dica se la stazione dentro lo scalo è un progetto reale o l’ennesima battuta elettorale fra le tante”

Nota di Enrico Melasecche (Lega)

Data:

13 Ago 2026 10:18

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(Acs) Perugia, 13 agosto 2026 - “La presidente ha definito ‘una follia’ la stazione di Collestrada e ha promesso il treno dentro l’aeroporto: ora , dopo quasi due anni, dica dove sono il progetto, le risorse e il cronoprogramma. Noi avevamo già messo in campo un’opera da 7 milioni, finanziata, progettata con RFI e con un orizzonte di realizzazione definito. I lavori oggi sarebbero già felicemente avviati e già si starebbe studiando la spola ferroviaria frequente da Collestrada a Ellera, mentre avremmo concluso il progetto di spostamento della stazione di Ellera riducendo il traffico delle gallerie e il relativo inquinamento. Sul collegamento ferroviario con l’aeroporto San Francesco d’Assisi è arrivato il momento di abbandonare definitivamente il terreno delle suggestioni e tornare a quello, assai più prosaico, ma indispensabile, della razionalità dei progetti, delle risorse, degli atti amministrativi e dei cantieri. La presidente Proietti deve spiegare agli umbri se la sua promessa elettorale indicata come obiettivo strategico, sia oggi cosa seria oppure se sia rimasta, più semplicemente, una delle tante, troppe frasi dettate dalla bramosia di far credere agli umbri ‘fischi per fiaschi’”: a dirlo è il capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, ricostruendo la vicenda della nuova fermata ferroviaria a servizio dell’aeroporto.

 

“È necessario - dice Melasecche - ricordare i fatti, perché su questa vicenda si è tentato troppo spesso di sostituire alla competenza la fantasia di un certo tipo di politica. Il progetto della nuova fermata ferroviaria Perugia-Collestrada Aeroporto non nasce nel vuoto, ma è il risultato di un percorso istituzionale e tecnico sviluppato dalla Regione Umbria guidata dal centrodestra, insieme a RFI, al quale abbiamo lavorato per individuare una soluzione perfettamente sostenibile sotto il profilo economico, infrastrutturale e trasportistico. Già nel 2022, attraverso il tavolo tecnico con RFI e il Ministero delle Infrastrutture, era stato avviato un percorso per individuare la soluzione più idonea per collegare il nuovo scalo alla rete ferroviaria. Nel 2023 venne individuata la collocazione di Collestrada, a circa 2,5 chilometri da Perugia Ponte San Giovanni, come sede della nuova fermata. Non una scelta ideologica, dunque, ma l’esito di valutazioni tecniche che tenevano conto della posizione della linea, dell’accessibilità, degli spazi disponibili, della possibilità di realizzare l’interscambio e, soprattutto, della funzione che quella stazione avrebbe potuto svolgere all’interno di un sistema ferroviario più ampio ma anche di un costo ampiamente sostenibile. Il passaggio decisivo arriva il 10 aprile 2024, quando abbiamo presentato ufficialmente a palazzo Donini, insieme ai vertici di RFI, il progetto della nuova fermata Perugia-Collestrada Aeroporto. L’intervento, del valore di 7 milioni di euro, era già finanziato nell’ambito del programma di potenziamento della linea Foligno-Perugia-Terontola, che in questi due anni non ha fatto grandi passi avanti. Il progetto prevedeva marciapiedi adeguati alle persone a mobilità ridotta, pensiline, spazi di attesa, servizi, fermate per il trasporto pubblico locale, area Kiss&Ride e parcheggi, oltre alle necessarie opere di viabilità. La nuova fermata avrebbe consentito di realizzare un vero sistema di interscambio ferro-gomma-aereo, collegando la stazione all’aeroporto attraverso navette elettriche ad alta frequenza e inserendosi nel disegno più ampio del futuro servizio ferroviario metropolitano e del collegamento Collestrada-Ellera. Il progetto prevedeva inoltre la possibilità di incrementare significativamente l’offerta ferroviaria, arrivando a quattro treni all’ora, e di creare un collegamento non soltanto funzionale ai passeggeri dell’aeroporto, ma all’intero territorio. Collestrada non era quindi semplicemente ‘la stazione dell’aeroporto’, ma un’infrastruttura inserita nella rete ferroviaria regionale, destinata a servire pendolari, lavoratori, cittadini e viaggiatori”.

 

“Il 14 novembre 2024, a pochi giorni dalle elezioni regionali, Proietti però sosteneva - afferma Melasecche - che l’Umbria avrebbe potuto far decollare realmente il proprio aeroporto, il cui trend positivo conferma da solo la bontà delle nostre scelte, se fosse stata realizzata la stazione ferroviaria all’interno dello scalo. A due giorni dal voto, Proietti è stata ancora più esplicita affermando che la stazione ferroviaria finanziata dal PNRR doveva essere realizzata dentro l’aeroporto, arrivando a definire ‘una follia’ l’ipotesi di collocarla a Collestrada, peraltro ignorando totalmente che l’opera da lei promessa, di quell’importo stratosferico, mai avrebbe potuto essere conclusa nei termini obbligatori del 30 giugno 2026 imposti dall’Europa per i finanziamenti PNRR. Una volta vinte le elezioni, però, le promesse devono trasformarsi in atti. Il 12 dicembre dello stesso anno, ormai presidente della Regione, Proietti ha ribadito il concetto che intermodalità significa far arrivare un treno all’interno dell’aeroporto, per questo, il 21 gennaio 2025, ho presentato un’interrogazione su questo tema. Il problema è innanzitutto economico, perché la soluzione prospettata dalla presidente avrebbe comportato, secondo la stima da me richiamata nell’interrogazione, un costo nell’ordine dei 380 milioni di euro per la nuova linea ferroviaria, a fronte dei 7 milioni già finanziati per la soluzione di Collestrada. Una differenza abissale. Realistica l’una, ridicola l’altra. Quando si parla di infrastrutture bisogna avere il coraggio di dire anche questo: quei 380 milioni nessuno mai ce li regalerà perché, al di là dell’indiscutibile successo dell’aeroporto, i numeri non potranno mai essere quelli di un hub internazionale. Se la presidente intende davvero realizzare la stazione dentro l’aeroporto, deve spiegare dove pensa di reperire i fondi, quali altre opere regionali intende posporre nelle priorità, quali risorse statali o europee intende utilizzare e quale interlocuzione in proposito abbia avviato nel frattempo con il Governo e con RFI. Temiamo il nulla cosmico. La stazione a Collestrada consentiva di utilizzare infrastrutture e parcheggi già esistenti, limitando il consumo di nuovo suolo, permetteva di integrare ferro, gomma e mobilità privata, disponeva di servizi e attività commerciali, garantiva un punto di interscambio utilizzabile anche quando l’aeroporto non è operativo e, soprattutto, si inseriva nella prospettiva di una vera metropolitana di superficie umbra. Non si trattava, quindi, di mettere una stazione a qualche chilometro dall’aeroporto e abbandonare il passeggero. Al contrario: il progetto prevedeva un collegamento rapido e frequente attraverso navette e si collocava all’interno di una strategia di intermodalità che avevamo già iniziato a realizzare”.

 

“Ed è proprio qui - continua Melasecche - che entra in gioco l’Umbria Air Link, altra iniziativa avviata durante il mio assessorato: quel servizio di grande successo è stato attivato il 1° luglio 2022 grazie alla collaborazione tra Regione Umbria, Trenitalia e Busitalia, con l’obiettivo di collegare l’aeroporto con la rete ferroviaria attraverso un sistema integrato treno+bus. L’Air Link rappresentava già allora un primo concreto passo verso l’integrazione fra aeroporto e ferrovia. Per migliorare l’accessibilità dello scalo abbiamo realizzato un servizio immediatamente operativo, consentendo di raggiungere l’aeroporto dalle stazioni di Perugia e Assisi attraverso un collegamento integrato ad un costo per i viaggiatori pari a circa un decimo del servizio taxi, l’unico che la sinistra precedentemente aveva assicurato. Questa è la differenza tra una politica infrastrutturale seria e la politica delle prese in giro. Ora gli umbri hanno il diritto di conoscere il cronoprogramma di un’opera faraonica che nessuno vedrà mai, oppure ricevere delle scuse dall’ingegnere Stefania Proietti per aver, anche in questo caso, sbagliato sonoramente i conti. Se non esiste nulla di concreto, allora occorre avere il coraggio politico di ammettere che quella della stazione dentro l’aeroporto è stata l’ennesima presa in giro ai danni degli umbri che hanno creduto alle sue promesse mirabolanti prive di qualsivoglia affidabilità. Il paradosso sarebbe devastante: una Regione che aveva a disposizione 7 milioni di euro, un progetto sviluppato insieme a RFI e un percorso di realizzazione già tracciato, che rinuncia a una soluzione concreta inseguendo un’opera dal costo enormemente superiore senza essere in grado di indicare né le risorse né i tempi per realizzarla. Non è così che si costruiscono le infrastrutture e soprattutto non è così che si governa una regione con un aeroporto che ambisce legittimamente a crescere e a diventare sempre più competitivo e per il quale gli umbri hanno diritto di conoscere il piano industriale per conseguire finalmente il traguardo del milione di passeggeri che molto pragmaticamente ci eravamo posti”.

 

“Chiederò a Proietti in Aula - conclude - attraverso un’interrogazione, di dire chiaramente che fine ha fatto quella promessa, come mai ha bloccato anche il nostro progetto della nuova stazione, e soprattutto, poiché ribadisce in ogni occasione la propria competenza ingegneristica, che si tratti di nuovi ospedali o di grandi infrastrutture, a quali grandi progetti ha dato un contributo determinante tale da rendere credibili le sue affermazioni”. RED/PG

Ultimo aggiornamento: 17/08/2026