(Acs) Perugia, 15 ottobre 2026 - “Aderire alla Re.a.dy, ovvero la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, promuovendo l’adozione della delibera di giunta necessaria e la sottoscrizione della Carta Intenti, nel rispetto delle procedure previste dalla Rete”: è quello che chiede una mozione della consigliera regionale Pd Sarah Bistocchi e che sarà discussa nella prossima seduta dell’Assemblea legislativa.
“Gli episodi di discriminazione e violenza - spiega Bistocchi - sono ormai all’ordine del giorno e costituiscono un elemento di insicurezza che mina la coesione sociale. Tra questi, senza dubbio le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ne sono una parte consistente e possono manifestarsi in molteplici ambiti della vita sociale, lavorativa, educativa, sanitaria e istituzionale. Episodi di omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia, nonché fenomeni di esclusione, emarginazione e violenza, rendono necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto promuovendo condizioni effettive di pari dignità e partecipazione per tutte le persone. Il contrasto a questo fenomeno però richiede una sinergia tra Istituzioni e un impegno continuo attraverso azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione che veda partecipe anche società civile e associazioni”.
“L’Umbria, storicamente terra di diritti e di coesione sociale - ricorda la presidente dell’Assemblea legislativa - si è dotata di una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale già nel 2017. Una normativa importante, con misure di prevenzione e politiche attive. Aderire alla ‘Re.a.dy’ permetterebbe alla nostra regione di fare un ulteriore salto di qualità. Offre infatti alle pubbliche amministrazioni uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei Diritti Umani delle persone LGBT e alla promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Per aderire serve una delibera di giunta e la sottoscrizione della Carta di intenti. L’adesione non comporta oneri diretti a carico del bilancio dell’ente. Hanno già aderito Toscana, Puglia, Piemonte, Emilia Romagna, Campaia e Sardegna”.
“Riteniamo dunque - conclude Bistocchi - che la partecipazione dell’Umbria alla Re.a.dy rappresenti un’opportunità per rafforzare le politiche regionali di prevenzione e contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. E’ anche opportuno valorizzare il ruolo della Regione Umbria quale soggetto promotore di una società inclusiva, nella quale ogni persona possa esercitare pienamente i propri diritti, senza discriminazioni e nel rispetto della propria dignità”. PV/ao/RED/pg
