(Acs) Perugia, 18 febbraio 2011 - “Una predica intrisa di concetti più o meno ecologisti”. Così Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, definisce le dichiarazioni di Oliviero Dottorini sull'aumento dei canoni pagati dalle imprese che imbottigliano le acque minerali. Monacelli evidenzia che “animato da questi sentimenti, Dottorini tuona contro le 'aziende che lucrano enormi profitti, utilizzando un bene comune fondamentale come l’acqua e versando solo pochi spiccioli nelle casse pubbliche per arrivare a chiedere l’aumento dei canoni di concessione adeguandoli almeno a quelli delle regioni con legislazioni più avanzate della nostra'. Siamo di fronte allo scontato teorema pseudo-comunista, che vuole un approccio giustizialista verso i ricchi che guadagnano troppo e quindi vanno puniti, versando più soldi allo Stato. Da parte nostra, non essendo animati dallo stesso livore ideologico – continua il capogruppo Udc - avevamo avanzato sul tema una proposta un po' più articolata e meno semplicistica, inserendola fra le integrazioni al Dap. Il presidente della I Commissione, che ci risulta essere lo stesso Dottorini, l'ha però liquidata insieme alle altre, travolte in questo passaggio blindato che il Dap ha subito in Commissione, da parte di una maggioranza vittima del ricatto proprio di quell'ala da lui rappresentata”.
Sandra Monacelli osserva che “se avesse avuto l'attenzione di leggere il documento prima di bocciarlo, Dottorini avrebbe notato che contiene l'idea di un'equa proporzionalità del riparto fra i Comuni dei proventi di canoni di ricerca e di concessione riguardo l'utilizzazione delle acque minerali e di sorgente, ispirata proprio alla legislazione delle regioni limitrofe, la Toscana in particolare, da lui stesso esaltata. La nostra convinzione, infatti, è che sia più utile cambiare passo operando un riequilibrio delle risorse che contempli un ritorno economico per quei territori oggetto del prelievo, piuttosto che un generico aumento di denari alla cassa regionale, per essere utilizzato in svariate e generiche politiche. Il capogruppo Idv, infatti, ritiene necessario che 'i proventi dei canoni per l'imbottigliamento vengano investiti in opere di manutenzione della rete idrica, in informazione sulle qualità dell'acqua pubblica, nel miglioramento delle risorse idriche'. Tutte cose buone, per carità, che riteniamo però sia giusto lasciare in mano a quei Comuni i cui territori, magari già penalizzati per altri motivi, meriterebbero dalla politica il diritto di poter beneficiare delle risorse che possiedono invece che patirne un eccessivo sfruttamento, la garanzia cioè di ricevere come contropartita la valorizzazione del patrimonio idrico e ambientale, che viene invece sfruttato a beneficio di altri ma spesso a scapito di chi lo possiede”.
“L'uscita del presidente della I Commissione – conclude il consigliere regionale Udc - a questo punto appare quantomeno demagogica dopo quanto accaduto ieri. Lo invitiamo pertanto a liberarsi da vincoli ideologici e a lavorare con noi ad una proposta che renda giustizia ai territori, al loro ambiente e alla loro economia”. RED/mp