(Acs) Perugia, 12 agosto 2011 – "Per chi come noi da sempre ha condotto una battaglia di principio in difesa dei beni comuni e dei diritti delle popolazioni locali, la sentenza del Consiglio di Stato che respinge il ricorso presentato da Idrea (Rocchetta) per lo sfruttamento del pozzo Corcia, dando ragione al Comitato Rio Fergia e al Comune di Nocera Umbra, non può che essere accolta con soddisfazione, anche perché dimostra che non erano campate in aria le osservazioni che con coerenza e determinazione abbiamo portato a una scelta che abbiamo sempre considerato quanto meno azzardata e irrazionale”.
Lo afferma Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, che invita a “trarre lezione da questa vicenda che ha visto contrapposta per lunghi anni la Regione alle popolazioni locali. Oggi, aggiunge Dottorini, quelle popolazioni meriterebbero delle scuse ufficiali da parte di chi ha tentato in tutti i modi di imporre loro deliberazioni che andavano contro il buon senso, prima ancora che contro la legge. La prima cosa da fare – continua Dottorini - è ripensare il sistema economico che ruota attorno allo sfruttamento di un bene prezioso come l’acqua. La sentenza infatti conferma quanto stabilito dal Tar in primo grado, e cioè che la creazione di altri pozzi di prelievo da parte della società privata Idrea non garantiscono alcun impatto economico reale per la nostra Regione e che il prelievo di acqua avrebbe compromesso il reticolo idrografico della zona, con il rischio di sottrarre l’acqua alla sorgente di Boschetto che alimenta il Rio Fergia. Esattamente quanto abbiamo più volte ribadito, inascoltati, in Consiglio regionale.
La sentenza chiama in causa purtroppo anche la Regione: infatti il Consiglio di Stato ha confermato quanto stabilito dal Tar: gli uffici della passata Giunta regionale hanno omesso la valutazione di compatibilità ambientale della concessione. È uUn fatto molto grave, di cui dovremo tener conto nei prossimi atti che arriveranno in Consiglio regionale”.
“La soddisfazione del comitato, degli ambientalisti e di chi ha sostenuto le ragioni della popolazione del Rio Fergia è comprensibile – conclude Dottorini -. La politica e le istituzioni adesso devono ricreare un clima di serenità e confronto. Noi torneremo a chiedere di ridiscutere la nostra proposta, bocciata in sede di discussione di Dap, di aumentare i canoni di concessione per le aziende che imbottigliano, adeguandoli almeno a quelli delle regioni con legislazioni più avanzate della nostra. Chiederemo anche che i proventi dei canoni per l'imbottigliamento vengano investiti in opere di manutenzione della rete idrica, in informazione sulle qualità dell'acqua pubblica, nel miglioramento delle risorse idriche, anche con ricadute nei territori interessati da insediamenti industriali di imbottigliamento". GC/gc