ACQUE MINERALI: IN SECONDA COMMISSIONE IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE ‘22/2008’ - IN DISCUSSIONE MODALITÀ DI REDISTRIBUZIONE AI COMUNI ED UTILIZZO DEI CANONI CONCESSORI

“Erogazione certa di risorse ai Comuni proporzionalmente alla quantità di acqua emunta e loro utilizzo all’interno di un’ampia flessibilità progettuale. Necessità di un regolamento chiaro e che rispetti in pieno le finalità della legge”. Questa l’indicazione condivisa dai commissari della Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, rispetto al Regolamento di attuazione della legge regionale ‘22/2008’ che detta ‘Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali’, argomento all’ordine del giorno della seduta di ieri.

Data:

04 Dic 2018 12:45

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(Acs) Perugia, 4 dicembre 2018 – Erogazione certa di risorse ai Comuni proporzionalmente alla quantità di acqua emunta e loro utilizzo all’interno di un’ampia flessibilità progettuale. Necessità di un regolamento chiaro e che rispetti in pieno le finalità della legge. Questa l’indicazione condivisa dai commissari della Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, rispetto al Regolamento di attuazione della legge regionale ‘22/2008’ che detta ‘Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali’, argomento all’ordine del giorno della seduta di ieri, alla quale hanno preso parte il dirigente Angelo Viterbo ed il responsabile del settore Angelo Raffaele Di Dio.

È stata richiamata l’esigenza del rispetto del contenuto di una legge approvata dall’Aula nel settembre 2017 (https://goo.gl/D3WpzN) concernente la redistribuzione ai Comuni dei canoni concessori relativi allo sfruttamento delle acque minerali. Nella legge in questione è previsto che la quota dei diritti annuali destinata ai Comuni per la salvaguardia e la tutela delle risorse idriche, nonché per la valorizzazione e la riqualificazione ambientale dei territori interessati, andrà da un minimo del 30 ad un massimo del 40 per cento al fine di lasciare un margine di flessibilità in relazione alle disponibilità finanziarie ed alla tipologia degli interventi compensativi che vengono proposti dai Comuni.

La Commissione ha rimandato il proprio parere sull’atto regolamentare alla prossima seduta. Un rinvio deciso unanimemente per dar modo agli uffici preposti di verificare la possibilità di modificare il documento seguendo le indicazioni emerse. La Commissione si è riservata tuttavia la possibilità, se necessario, di presentare emendamenti di modifica alla legge ‘22/2008’ nell’ambito della prossima discussione del Collegato alla legge finanziaria regionale.

Negli interventi che si sono susseguiti nel corso della riunione, Andrea Smacchi (Pd) ha sottolineato l’importanza di “stabilire risorse certe per ogni Comune interessato dall’attività di sfruttamento delle acque minerali”, e richiamando la proposta legislativa approvata nel 2017 ha rimarcato le prerogative legislative che “miravano ad andare incontro, in ogni modo, alle problematiche del territorio”. Anche Silvano Rometti (Socialisti) ha ribadito la necessità della “certezza dell’erogazione dei contributi ai Comuni ai quali va garantita ampia flessibilità nell’utilizzo delle risorse”. Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic) ha sottolineato che “le misure dovranno essere compensative, lasciando ampia flessibilità ai progetti finalizzandoli al restauro ambientale ed urbano”. Per Andrea Liberati (M5S) “se i soldi non saranno sufficienti a finanziare i progetti presentati dovranno essere aumentati i canoni concessori allargando le risorse anche ai territori contigui”. Valerio Mancini (Lega) ha evidenziato l’importanza di “garantire ai Comuni l’autonomia per l’utilizzo delle risorse derivanti dai canoni concessori. Non può essere la Giunta regionale a stabilire i progetti da finanziare”. AS/

Ultimo aggiornamento: 07/12/2018