(Acs) Perugia, 13 dicembre 2018 – “Giunge addirittura con un decennio di ritardo il regolamento regionale per la retrocessione ai Comuni umbri dei canoni delle acque minerali”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, secondo il quale si tratta di “un regolamento da respingere perchè nato vecchio, giunto in ritardissimo e poco attento ai temi della sostenibilità e della territorialità, incapace di rispecchiare i nostri valori e gli interessi delle comunità locali”.
“Una Regione lumaca – spiega Liberati in una nota firmata anche dal consigliere comunale di Gualdo Tadino, Stefania Troiani - con un ritardo che comunque prosegue, poiché, concretamente, la Regione inizierà a sborsare i pochi denari ai Comuni solo dall’anno prossimo, saltando così anche il 2018 le cui risorse la Giunta aveva viceversa assicurato almeno per l’anno corrente. Un regolamento che continua a prevedere alcune stringenti condizionalità per l’assegnazione di soldi che, logicamente, sarebbero invece già di piena spettanza dei territori. Comuni sottoposti sin dal 1970 dalla Regione a una politica di rapina nei confronti della risorsa acqua. Politica che ancora perdura”.
“I Comuni più piccoli – prosegue Liberati - saranno in difficoltà nella redazione dei progetti imposti da questo regolamento, poiché alcuni minuscoli Enti locali non hanno affatto strutture, né professionalità adeguate in organico. Un percorso a ostacoli davvero paradossale per consentire ai Comuni di riprendersi soldi già propri, perché ricavati in loco grazie a sorgenti e produzioni, ma subito portati via dall'avida Regione Umbria. Soldi che saranno comunque pochi per i territori, grazie pure a canoni scandalosamente bassi. Infatti, per queste acque di pregio, i concessionari pagano ben meno della metà di quanto richiesto ai cittadini per l’acqua di rubinetto. Un non-sense politico e amministrativo. Confidiamo – conclude - in una revisione nazionale della materia da parte del Governo Conte, nel segno del rispetto dei diritti ambientali ed economici dei territori”. RED/dmb
