ACQUA: “SCIOGLIERE LA SOCIETÀ ‘UMBRIA ACQUE’ CHE OGGI GARANTISCE DIVIDENDI NON VINCOLATI AI COMUNI, E TORNARE ALLA GESTIONE PUBBLICA” - LIGNANI MARCHESANI (PDL) SULL'ESITO CONSEGUENTE DEL REFERENDUM

Andrea Lignani Marchesani, consigliere regionale del Pdl propone che, come conseguenza logica dell'esito del referendum sulla gestione delle acque, rispetto al quale afferma di aver votato ‘sì’ anche lui, propone di sciogliere in Umbria le gestioni 'pseudo private', come quella della società ‘Umbria Acque’ che, a suo giudizio, “garantisce dividendi non vincolati ai Comuni, proprio sull'acqua bene pubblico, come si evince dai bilanci”.

Per Lignani Marchesani il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua in Umbria si dovrebbe fare subito, con una modifica al testo del disegno di legge della Giunta sulla riforma endoregionale, già all'attenzione della Commissione regionale.                                                                                                

 

Data:

14 Giu 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 13 giugno 2011 –  “La gestione pseudo-privata dell'acqua in buona parte della Provincia di Perugia, non ha portato né miglior servizio né tantomeno tariffe più vantaggiose. Umbria Acque si è dimostrata un carrozzone clientelare, un simulacro a partecipazione privata che non ha toccato gli equilibri clientelari di gestione e ha portato ad un aumento spropositato del costo per i cittadini senza alcuna trasparenza nella pubblicità di presunti miglioramenti dei servizi idrici”.

A sostenerlo è Andrea Lignani Marchesani consigliere regionale del Pdl che con riferimento al Referendum sull'acqua pubblica di ieri auspica che “debba avere delle conseguenze dirette anche in Umbria. Se è vero – spiega - che i quesiti riguardavano aspetti particolari e volti a situazioni future anche se quasi immediate, la volontà espressa dal corpo elettorale in maniera trasversale e non riconducibile ad un solo schieramento politico riguarda l'acqua pubblica non solo nella sua scontata disponibilità, ma anche e soprattutto nella sua gestione”

A giudizio del consigliere, “la stragrande maggioranza dei Sindaci dell'Ato 1 delle acque ha votato ‘sì’ al referendum (come ha fatto il sottoscritto che ha ritirato solo le due schede sull'acqua). Dunque - conclude Lignani Marchesani - “Si sciolga il carrozzone di Umbria Acque che garantisce dividendi non vincolati ai Comuni, proprio sull'acqua bene pubblico come si evince dai bilanci, e si torni ad una gestione esclusivamente pubblica, inserendo questo proposito politico direttamente nel testo del disegno di Legge di riforma endoregionale, posto all'attenzione della Commissione regionale competente. Ci saranno difficoltà di carattere economico, forse. Ma si andrebbe ad una gestione più oculata e trasparente, magari – conclude lignani Marchesani - garantendo tariffe vantaggiose di fascia sociale compensati da tariffe più onerose per chi spreca  o va oltre un certo consumo”. GC/

Ultimo aggiornamento: 14/06/2011