ACCIAIERIE TERNI: “NO A MOBILITA', ESUBERI E DISMISSIONI PRODUTTIVE” - DE SIO (FD'I): “NON E' ACCETTABILE UN RIDIMENSIONAMENTO”

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd'I) dichiara la propria contrarietà ad una ristrutturazione delle Acciaierie di Terni che preveda mobilità, esuberi e dismissioni produttive: “Distruggere l‘eccellenza, la produttività ed il futuro strategico del sito probabilmente più avanzato in Europa in materia di acciai speciali – afferma De Sio - non è accettabile per l’Italia e neppure per un’ Europa che voglia competere con il resto del mondo”.

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28 Feb 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 28 febbraio 2013 - “Siamo contrari ad ogni forma di ristrutturazione che preveda mobilità, esuberi e dismissioni produttive alle Acciaierie di Terni prima dell’individuazione di un acquirente e la presentazione di un relativo piano industriale”: lo afferma il consigliere regionale Alfredo De Sio ( Fratelli d’Italia).

 

Come più volte denunciato – ricorda De Sio - i contorni dell’operazione di vendita dell’Ast sono tutt’altro che chiari e la progressiva retrocessione dai punti fermi iniziali appare come una sconfitta annunciata, dove il Governo nazionale ha mostrato un’incapacità totale a gestire quei rapporti con la commissione europea a seguito della bocciatura dell’acquisto da parte di Outokumpu. Ho l’impressione che si stia avviando un 'lavoro sporco' dettato da piccoli interessi interni all’azienda, nonché per favorire ipotetici acquirenti senza sapere quali siano i progetti futuri ed i piani industriali”.

 

E’ veramente assurdo – prosegue – pensare che mentre l’elefantiaca Europa si appresta tardivamente a ripensare una strategia globale per le produzioni siderurgiche del continente, uno dei siti di eccellenza come Terni proceda spedito verso un ridimensionamento suicida. La questione Terni rappresenta uno spartiacque importante per l’intera Europa a secondo di come verrà gestita e l’Italia non può fare da spettatore. Le dinamiche che finora hanno governato l’intera vicenda si stanno rivelando sbagliate, rappresentando solo un gioco dove sempre in modo più evidente si punta a depotenziare Terni in un’ottica miope che rischia di scaricare sui lavoratori e sulla città ulteriori gravi problemi sociali. Capitolare di fronte a questo - conclude - non è possibile. Distruggere l‘eccellenza , la produttività ed il futuro strategico del sito probabilmente più avanzato in Europa in materia di acciai speciali, non è accettabile per l’Italia e neppure per un’ Europa che voglia competere con il resto del mondo”. RED/PG

Ultimo aggiornamento: 28/02/2013