ACCESSO AL CREDITO: “LA GIUNTA STA MONITORANDO L'EVOLUZIONE DEL SISTEMA BANCARIO REGIONALE” - IN SECONDA COMMISSIONE SI AVVIA L'INDAGINE SULLE “CRITICITÀ DEL SISTEMA CREDITIZIO UMBRO” CHIESTA DA ZAFFINI (FARE ITALIA)

Con le audizioni del presidente di Gepafin, Giacomo Porrazzini e dell'assessore regionale all'Economia, Vincenzo Riommi, ha preso il via stamani, in Seconda Commissione, l'indagine conoscitiva, richiesta dal consigliere Franco Zaffini (Fare Italia), sull'“andamento del credito bancario in Umbria – aspetti e criticità del sistema creditizio umbro”. I principali temi da sviluppare, anche nelle prossime audizioni programmate con altri soggetti interessati, a partire dall'Abi, riguardano la possibilità della finanziaria regionale Gepafin e dei Consorzi fidi di accedere al Fondo centrale di garanzia; garanzie per progetti settoriali e territoriali da mettere a punto tra Fondazioni del sistema bancario, Comuni, finanziaria regionale, Fondo italiano d'investimento; la previsione di un fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà. Il presidente di Gepafin ha illustrato importanti iniziative e proposte utili all'economia umbra; l'assessore Riommi ha assicurato che “la Regione sta monitorando attentamente l'evoluzione del sistema bancario regionale”.

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14 Dic 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 14 dicembre 2011 - Possibilità per Gepafin e per i consorzi fidi di accedere al Fondo centrale di garanzia, attraverso il tavolo Stato-Regioni; messa a punto di una intesa con Fondazioni bancarie, Comuni, finanziaria regionale, Fondo italiano d'investimento al fine di garantire progetti settoriali e territoriali; previsione di un Fondo per le famiglie, ampliando gli strumenti a disposizione di Gepafin. Sono queste le tematiche toccate ed approfondite nella riunione odierna della Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, che ha iniziato le audizioni necessarie all'indagine conoscitiva, richiesta dal consigliere Franco Zaffini, sull'“andamento del credito bancario in Umbria – aspetti e criticità del sistema creditizio umbro”.

I primi ad essere ascoltati, oggi, a Palazzo Cesaroni sono stati il presidente della finanziaria regionale Gepafin, Giacomo Porrazzini e l'assessore regionale all'Economia, Vincenzo Riommi che ha subito assicurato la Commissione garantendo che “la Regione sta monitorando l'evoluzione del sistema bancario regionale”.


 

Porrazzini, parlando delle “palesi difficoltà che le piccole e medie imprese incontrano nell'accesso al credito” ha sottolineato come questa situazione fotografa una difficoltà sul piano degli investimenti, che stanno diminuendo in modo consistente, mentre ciò che le imprese chiedono è la liquidità necessaria per la ristrutturazione delle posizioni debitorie nei confronti delle banche, tentando in questo modo di spostarle sul medio e lungo termine. Questa crisi degli investimenti – ha detto – avrà ripercussioni sui processi di crescita. Nel rapporto con le banche – ha spiegato -, le imprese vivono una restrizione del credito, data soprattutto da una maggiore selettività e da un peggioramento delle condizioni di rilascio, vale a dire un aumento significativo dei costi del credito ed un ulteriore aggravio delle garanzie collaterali che le imprese sono chiamate a fornire alle banche. In situazioni come queste – ha rimarcato - il sistema di garanzia dato da Gepafin e da Confidi svolge un ruolo fondamentale perché alleggerisce il rischio in capo agli Istituti bancari. Gepafin, che svolge un ruolo intermedio tra banche e imprese, sta subendo però delle perdite provocate dalle situazioni più difficili. Il nostro fondo di garanzia sta subendo dei colpi, un'erosione dovuta alla crescita delle sofferenze e quindi delle perdite, esattamente come sta avvenendo per il sistema bancario. La nostra gestione triennale del fondo anticrisi, predisposto dalla Regione – ha fatto sapere -, ha aiutato circa mille imprese a superare momenti di grande difficoltà finanziaria. Grazie al Fondo è stato possibile dar luogo a circa 140 milioni di euro di finanziamento bancario sia per liquidità che per consolidamento di posizioni. Dopo tre anni- ha detto ancora Porrazzini -, occorre tuttavia modificare le modalità di intervento per rispondere al meglio agli attuali bisogni delle imprese che nel frattempo sono particolarmente mutati. Oggi è necessario guardare di più alla ripresa degli investimenti. Bisogna assolutamente guardare oltre la crisi aggiornando lo strumentario del quale oggi siamo dotati. Oggi Gepafin è impegnata in un progetto nazionale con la 'Fondazione Rosselli' insiema alle maggiori finanziarie nazionali e da questo lavoro speriamo di poter trarre importanti indicazioni. Insieme alla Regione si potranno implementare e migliorare gli strumenti utili e necessari agli interventi di reazione alla crisi. Tra i nostri progetti, quello di un fondo speciale per il capitale di rischio; quello per il rilancio del sistema del ciclo edilizio, oggi tra i più colpiti. Gepafin, nei suoi programmi, prevede il raddoppio dei mezzi patrimoniali propri (da 10 a 20milioni di euro) attraverso ciò sarà possibile rilasciare, a partire dal 2012 quelle garanzie richieste che abbattono i capitali di sorveglianza delle banche al 20 per cento. Questa operazione permetterebbe di rilasciare garanzie 'Basilea 2' compatibili per circa 300 milioni di euro, che rappresenta circa la metà dello stock storico dell'Umbria.


 

Riommi ha ricordato, sottolineandone l'importanza, che la finanziaria regionale Gepafin, nel prossimo anno completerà il percorso che la porterà ad essere “intermediario creditizio vigilato (ex articolo 107), in grado cioè di agire da calmieratore sui costi delle garanzie, offrendo maggiori possibilità di intervento a favore delle imprese”. L'assessore ha definito quindi “strategico” l'accordo tra Gepafin e i Consorzi umbri che permette di operare in maniera ottimale sul versante delle garanzie.

Per quanto riguarda l'accesso al Fondo centrale di garanzia, l'assessore regionale all'Economia ha ricordato che “sin dal 2008 le Regioni hanno chiesto la regionalizzazione del fondo. Così com'è – ha aggiunto – rimane lontano dal territorio e dalla piccola e media impresa. L'auspicio è quello che una quota del fondo possa essere veicolato dalle Regioni in modo da essere utilizzato dalle strutture del territorio”. Sugli interventi verso i privati e le famiglie, Riommi ha assicurato che, “a prescindere dallo strumento, la Regione intende mettere a disposizione risorse per favorire, anche in questo caso, l'accesso al credito, pur sapendo – ha sottolineato – che stiamo parlando di un tema particolarmente delicato. Le risorse regionali, comunque, saranno indirizzate verso le fasce più deboli”. Dopo aver toccato altre diverse tematiche legate alla questione e illustrate anche nell'audizione di alcuni giorno or sono presso il Comitato di Monitoraggio e Vigilanza del Consiglio, Riommi ha concluso assicurando che la Regione “guarderà attentamente alle dinamiche del credito in Umbria perché la presenza di soggetti fortemente radicati nel territorio, oltre che di grandi banche di carattere nazionale, è fondamentale per lo sviluppo della nostra economia. La Regione sta quindi monitorando l'evoluzione del sistema bancario regionale”.


 

Apprezzamento per l'attenzione dimostrata dall'assessore Riommi rispetto a questo delicato tema” è stato espresso a margine della riunione da Franco Zaffini (Fare Italia – promotore dell'indagine conoscitiva). Dopo aver sottolineato l'importanza di una maggiore promozione degli strumenti che Gepafin può mettere già a disposizione dei privati cittadini (acquisto prima casa) ha detto di avere “fiducia nel percorso intrapreso da Gepafin per divenire finalmente intermediario vigilato, un passaggio veramente utile al tessuto economico finanziario regionale. Sono però particolarmente preoccupato – ha aggiunto - per il ruolo della rete delle banche presenti sul territorio, come pure nutro scarsa fiducia sulla possibilità, da parte dell'Amministrazione regionale, di incidere sulle dinamiche del credito. Sono convinto – ha concluso - che il Consiglio regionale si debba occupare direttamente e in modo approfondito di questo grandissimo e gravissimo problema per l'economia regionale. L'assenza di credito nel sistema economico equivale alla mancanza di benzina in qualunque tipo di macchina”.


 

Chiacchieroni auspica che il lavoro portato avanti dalla Commissione possa rappresentare uno “stimolo alle istituzioni e alle banche per affrontare la grave sofferenza che sta attanagliando molte imprese, ma anche le famiglie, dovuta principalmente alla difficoltà di accesso al credito. Importante l'iniziativa della Banca Centrale Europea di immissione nel sistema del credito di un ingente flusso di liquidità. Ciò – ha concluso il presidente della Commissione - permetterà una nuova, importantissima disponibilità di liquidità per le banche”. Nei prossime sedute, la Seconda Commissione, per portare a termine la propria indagine, inviterà a Palazzo Cesaroni, l'Abi, le fondazioni, i Consorzi fidi, le associazioni di categoria. RED/as


 

Ultimo aggiornamento: 14/12/2011