(Acs) Perugia, 13 dicembre 2011 – Con i voti favorevoli di Pd e Pdl e il no di Italia dei valori e Rifondazione comunista la Prima Commissione di Palazzo Cesaroni ha approvato la proposta di legge sull'abolizione dei vitalizi firmata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale (con l'eccezione del vicepresidente Goracci). Il testo andrà in Aula nella prossima seduta del Consiglio regionale fissata per il 19, 20 e 21 dicembre. È stata invece respinta la proposta del gruppo di Rifondazione comunista (2 sì, Prc e Idv, 6 no) che mirava ad abolire da subito l'istituto del vitalizio.
Il testo approvato – relatori Galanello (Pd) e Stufara (Prc) - prevede che l'assegno venga abolito a decorrere dalla prossima legislatura. Manterranno il diritto all'assegno i consiglieri già cessati dal mandato o in carica nella legislatura attuale che abbiano corrisposto i relativi contributi per almeno 5 anni. Questi stessi soggetti potranno optare per il mantenimento del diritto all'assegno oppure chiedere la restituzione in un'unica soluzione dei contributi complessivamente versati. L'ammontare mensile del vitalizio e dell'assegno di reversibilità sarà aggiornato annualmente sulla base dell'indice Istat. Infine i consiglieri regionali che hanno già svolto il mandato per una legislatura potranno chiedere l'anticipazione dell'indennità di fine mandato maturata nelle legislature precedenti: la richiesta dovrà essere motivata da motivi di salute o dall'acquisto della prima casa e subirà una decurtazione del 10 per cento.
I lavori sono iniziati con il voto sulla proposta presentata da Stufara e Goracci (Prc) e orientata all'abolizione immediata del vitalizio. La legge, sostenuta anche dal capogruppo Idv Oliviero Dottorini (“una proposta più equa, più giusta e presentabile”), è stata respinta a maggioranza ma andrà comunque in Aula – relatore il presidente della Commissione - su richiesta del capogruppo del Prc. Relativamente all'atto predisposto dalla maggioranza dell'Ufficio di presidenza sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati: da Dottorini (abolizione immediata del vitalizio, introduzione di un contributo di solidarietà del 25 per cento a carico di chi percepisce l'assegno, decurtazione del 25 per cento per chi ha maturato l'assegno, ma ancora non lo percepisce) e da Stufara (abolizione della possibilità di richiedere un anticipo del trattamento di fine mandato). MP/