ABOLIZIONE VITALIZI: APPROVATA IN PRIMA COMMISSIONE LA PROPOSTA DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA CHE LI CANCELLA DAL 2015 – CONTRARI IDV E PRC, FAVOREVOLI ALLA SOPPRESSIONE DA SUBITO. IN AULA ANCHE IL TESTO, RESPINTO, DEL PRC
(Acs) Perugia, 13 dicembre 2011 – Con i voti favorevoli di Pd e Pdl e il no di Italia dei valori e Rifondazione comunista
Il testo approvato – relatori Galanello (Pd) e Stufara (Prc) - prevede che l'assegno venga abolito a decorrere dalla prossima legislatura. Manterranno il diritto all'assegno i consiglieri già cessati dal mandato o in carica nella legislatura attuale che abbiano corrisposto i relativi contributi per almeno 5 anni. Questi stessi soggetti potranno optare per il mantenimento del diritto all'assegno oppure chiedere la restituzione in un'unica soluzione dei contributi complessivamente versati. L'ammontare mensile del vitalizio e dell'assegno di reversibilità sarà aggiornato annualmente sulla base dell'indice Istat. Infine i consiglieri regionali che hanno già svolto il mandato per una legislatura potranno chiedere l'anticipazione dell'indennità di fine mandato maturata nelle legislature precedenti: la richiesta dovrà essere motivata da motivi di salute o dall'acquisto della prima casa e subirà una decurtazione del 10 per cento.
I lavori sono iniziati con il voto sulla proposta presentata da Stufara e Goracci (Prc) e orientata all'abolizione immediata del vitalizio. La legge, sostenuta anche dal capogruppo Idv Oliviero Dottorini (“una proposta più equa, più giusta e presentabile”), è stata respinta a maggioranza ma andrà comunque in Aula – relatore il presidente della Commissione - su richiesta del capogruppo del Prc. Relativamente all'atto predisposto dalla maggioranza dell'Ufficio di presidenza sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati: da Dottorini (abolizione immediata del vitalizio, introduzione di un contributo di solidarietà del 25 per cento a carico di chi percepisce l'assegno, decurtazione del 25 per cento per chi ha maturato l'assegno, ma ancora non lo percepisce) e da Stufara (abolizione della possibilità di richiedere un anticipo del trattamento di fine mandato). MP/