Affari Istituzionali

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CONSIGLIO REGIONALE: “ONORERÒ CON IMPEGNO L'ALTA E NOBILE FUNZIONE ISTITUZIONALE DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE” - EROS BREGA ELETTO PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

Il Consiglio regionale dell'Umbria, dopo la seduta di insediamento di ieri che ha sancito l'inizio della nuova legislatura, ha provveduto all'elezione del presidente dell'Assemblea. Eros Brega, proposto dal Partito democratico, è stato eletto ottenendo 23 voti. Sarà affiancato nell'Ufficio di presidenza da Orfeo Goracci (Prc) e Andrea Lignani Marchesani (Pdl) come vicepresidenti e da Fausto Galanello (Pd) e Alfredo De Sio (Pdl) in funzione di consiglieri segretari.
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CONSIGLIO REGIONALE: NIENTE DI FATTO DOPO LE PRIME TRE VOTAZIONI PER ELEGGERE IL PRESIDENTE - I LAVORI PRESIEDUTI DA BRUTTI (IDV) AGGIORNATI A DOMANI

La seduta di insediamento del nuovo Consiglio regionale dell’Umbria, presieduta per l’occasione dal consigliere Paolo Brutti (Idv), si è conclusa senza eleggere il nuovo presidente dell’Assemblea. Come previsto non è stato raggiunto il quorum dei quattro quinti di voti necessari (25 su 31), nemmeno l’unico candidato, Eros Brega (Pd), ufficialmente presentato dal capogruppo Renato Locchi. In ragione di ciò il presidente Brutti ha aggiornato i lavori a domani alle dieci, ricordando ai colleghi che dalla prima votazione della mattina ad eleggere il nuovo presidente del consiglio sarà necessaria solo la maggioranza semplice dei voti (16).
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25 APRILE: “FONDAMENTO DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E DELL’UNITÀ NAZIONALE” – IL PRESIDENTE BRACCO SULLA FESTA DELLA LIBERAZIONE

Pone l’accento sulla necessità di rilanciare il concetto di Unità nazionale e la validità della Costituzione italiana, il presidente del Consiglio regionale, Fabrizio Bracco, nel suo intervento istituzionale in occasione del 65 esimo anniversario della Liberazione. Bracco rivolge ai giovani e al mondo della scuola l’invito a studiare e riflettere su una parte “fondamentale” della storia nazionale, “per tenerne sempre viva la memoria, contribuendo a rafforzare la democrazia repubblicana e il sentimento di forte unità nazionale. Perché l’affievolirsi dell’una e dell’altro – sottolinea Bracco – comporterebbe un danno civile pesante: la frammentazione del Paese e l'affievolirsi dello spirito pubblico repubblicano''.