(Acs) Perugia, 28 ottobre 2010 - “Il percorso necessario alla valorizzazione dei prodotti locali deve passare dallo sviluppo dei prodotti Dop e dal supporto economico e normativo da parte delle istituzioni regionali per potenziare, sia a livello nazionale che internazionale, la filiera agricola umbra”. Lo afferma il consigliere del Pd Andrea Smacchi, rilevando che “un marchio che designa un prodotto originario di una regione le cui qualità e caratteristiche siano essenzialmente, o esclusivamente, dovute all'ambiente geografico cioè un insieme di fattori naturali ed umani specifici di una determinata zona, crea sicuramente un maggiore valore aggiunto. Questo significherebbe, per quegli imprenditori che intraprendessero la via della filiera corta, che tutta la produzione, la trasformazione e l'elaborazione del prodotto devono avvenire nell'area delimitata”.
Secondo Smacchi questo processo “armonizzerebbe le produzioni e l’ambiente con reali benefici sia per i produttori locali che per i consumatori e permetterebbe un approccio interdisciplinare in grado di soddisfare i diversi protagonisti del mercato. Ai consumatori si offrirebbe la possibilità di scegliere prodotti di qualità mentre i produttori avrebbero una migliore tutela anche nei confronti di eventuali imitazioni o concorrenza sleale”.
Il consigliere regionale evidenzia poi un “ulteriore problema da risolvere, quello degli annessi di modesta entità riconducibili alle attività rurali per i quali si deve intraprendere un percorso che permetta la loro legittimazione. La Regione Toscana, leader nazionale nella difesa e promozione turistica del territorio, ha previsto con la legge regionale 1 del 2005 ed il relativo regolamento di attuazione, la realizzazione di manufatti precari la cui volumetria massima ammissibile è di 40 metri quadrati e l'altezza massima è 2,5 metri, considerandoli tecnicamente 'ripari temporanei', anche altre Regioni italiane come la Regione Lazio ed il Trentino Alto Adige si sono mosse sulla stessa linea normativa. Anche la risposta dell’assessore alle infrastrutture Silvano Rometti all’interrogazione presentata in materia – ricorda il consigliere del Pd - è stata quella della disponibilità a studiare un provvedimento in grado di offrire un’adeguata soluzione al problema dell’uso di un volume definito che risulti prettamente connesso alle sole esigenze reali dimostrate e comunque riconducibile a criteri di ruralità all’interno di attività prettamente agricole o agrituristiche. Si tratta – conclude Smacchi – di una via d’uscita utile sia al fisco che ai gestori di attività rurali, che verrebbe incontro ad un’esigenza di tantissimi cittadini ed allo stesso tempo capace di sostenere le imprese agricole in un momento particolarmente difficile per l’intero comparto”. RED/mp